Regione: «Stop alle leggi omnibus»

«Chiodi il risanatore e la sua maggioranza di centro destra sono ripartiti con le famose ‘leggi omnibus‘ di antica memoria, distraendo persino i fondi dal servizio sanitario regionale». Lo afferma il vice presidente del consiglio regionale d’Abruzzo, Giovanni D’Amico. «Questa in sostanza – aggiunge – la censura del governo alla legge finanziaria per il 2013, tacciata di contrasto con i vincoli di finanza pubblica fissati dall’articolo 117 della Costituzione. Il governo di fatto chiarisce che in presenza di un pareggio “presunto” dei conti della sanità, la Giunta Regionale ha distratto fondi per finanziare senza copertura altre iniziative».

«Oggi Chiodi – prosegue D’Amico – dopo aver desertificato lo sviluppo dell’Abruzzo con un presunto rigore contabile di stile ultramerkeliano, senza alcuna generazione di risparmio e di risorse orientabili allo sviluppo, sta lasciando briglia sciolta al ‘Partito della spesa’ della sua maggioranza in Consiglio, con misure estemporanee e clientelari, prive di copertura finanziaria, o con copertura derivata dagli avanzi ‘presunti’ del servizio sanitario, fuori dai vincoli dell’articolo 117 e del piano di rientro dai debiti sanitari».

«Negli anni in cui ho svolto le funzioni di assessore al Bilancio – aggiunge – anche dopo il piano di rientro, il Governo non ha mai opposto le norme finanziarie e di bilancio della Regione, fortemente coerenti in sede tecnica seppur orientati ad un rigore sostenibile per l’Abruzzo. Abbia il coraggio il presidente di confrontarsi davvero con il Consiglio regionale fuori dalla supponenza che lo ha guidato in questi anni. A volte costa un forte contrasto con la propria parte politica, come è capitato a me, ma certamente all’Abruzzo conviene».