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Le ultime consultazioni elettorali del Lazio

di Nando Giammarini

Passata la tornata elettorale si torna a più miti consigli ed abbandonati i toni trionfalistici – leciti, per carità, che avevano il significato di disorientare gli elettori poiché i candidati pur sperando in un successo inaspettato ben sapevano le loro reali possibilità – si inizia una fase nuova e da domani si torni al lavoro con buoni propositi e, soprattutto, con concretezza ed onestà.

In questa campagna elettorale si è sentito tutto ed ora, a bocce ferme, il contrario di tutto. Francesco Storace, candidato della destra, in tv e nei giornali diffondeva la sua probabile vittoria ai quattro venti ben sapendo che tale ipotesi non si sarebbe mai verificata nonostante il sostegno di tutto il PDL romano con in testa il sindaco Alemanno e il presidente Berlusconi. Ieri sera in un’intervista a caldo quando si è visto che la differenza con il suo rivale era talmente ampia da non essere più recuperata ha sostenuto pubblicamente: ”Vincere era quasi impossibile… nessuno avrebbe scommesso un euro su di noi.” Le Regioni in cui si è votato, è notizia di dominio pubblico, son tutte e tre alle prese con vicende giudiziarie che ne hanno determinato le dimissioni dei rispettivi Governatori per cui si è ricorso ad elezioni anticipate. Il Centro Destra maggioranza in tutte e tre le Regioni in cui si è votato esce sconfitto nel Lazio e nel Molise ma riconquista la Lombardia.

Nicola Zingaretti già, presidente della Provincia di Roma, è il nuovo presidente della Regione Lazio con il 40.65 di voti distaccando di circa 11 punti percentuale il suo avversario: Storace. Indubbiamente una grande affermazione sia politica che personale visto che le elezioni svoltesi la stessa giornata hanno espresso risultati completamente diversi. Che Zingaretti sia uomo di grande carisma e profonda sensibilità politica e morale dedito ai grandi sentimenti di altruismo e generosità lo sanno tutti. Egli ha ben operato in qualità di presidente della Provincia di Roma non lasciando indietro nessun Comune di sua competenza e ciò spiega la grande simpatia ed il travolgente risultato ottenuto.

In Regione Lazio, dopo la terribile era Polverini, inizia davvero un nuovo percorso amministrativo con rigore, lungimiranza e vera attenzione ai problemi sociali. Alcuni bene informati intravedono, in questo scenario, un ordine di sfratto anche per Alemanno con le prossime elezioni di maggio. Quando ha avuto la certezza della vittoria è arrivato al suo comitato elettorale accolto da un’ovazione; con un discorso tanto semplice quanto toccante ha rivolto parole di ringraziamento a tutti coloro che gli hanno accordata la fiducia ed anche a quelli che non lo hanno votato, ha dedicato la vittoria alla sua famiglia ed ha detto sarà il Presidente di tutti.

Rincorso dai giornalisti ha sostenuto che tutto il suo impegno è stato volto a convincere i cittadini del Lazio che la speranza nelle Istituzioni non era morta. Uno dei primi impegni, ha ribadito, è l’abbattimento dei costi della politica e il reinvestimento dei proventi per lo sviluppo e la crescita del Paese.

Da domani si parte in quarta, un controllo in quella che è la scellerata gestione lasciata dalla precedente compagine amministrativa e l’avvio della formazione della nuova Giunta. Non ci resta che formulare al presidente Zingaretti, uomo mite dal volto limpido e le mani pulite, i migliori auguri di buon lavoro al servizio della Comunità Laziale cui bisogna restituire dignità e autorevolezza, attraverso la cultura del confronto e del dialogo. Per il bene di tutti.

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