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Collemaggio, comunicazione low cost

di Alessia Lombardo

Un’innovativa attività di monitoraggio strutturale che garantisce un alto livello di conoscenza del comportamento sismico del monumento. Ormai da un anno la Basilica di Collemaggio, tra i monumenti simbolo del capoluogo d’Abruzzo, tornata alla ribalta mondiale nelle ultime settimane per l’accostamento del dimissionario papa Benedetto XVI a Celestino V, è sotto l’attento occhio di ricercatori e professori universitari.

Composto da circa 8 giovani il gruppo di lavoro è coordinato dai professori Vincenzo Gattulli, Centro di ricerca e formazione in ingegneria sismica e Dipartimento di ingegneria civile e architettonica e Fabio Graziosi, Centro di eccellenza per la ricerca Dews e Dipartimento di ingegneria e scienze dell’informazione e matematica.

A spiegare l’innovativa attività, che restituisce un bagaglio prezioso utile a massimizzare gli interventi successivi della messa in sicurezza, è il professor Graziosi. «La nostra finalità – ha esordito – è quella di raccogliere dati mediante una rete di sensori distribuiti sulla struttura. Si tratta di accelerometri triassiali (X,Y,Z), 16 da quota zero a 8 metri, estensimetri, 7 da installare nell’arco di alcune settimane utili per misurare le fessure, e 2 inclinometri, per la verifica delle pareti anch’essi da istallare a breve».

La novità consiste in un sistema dai bassi costi basato su sensori intelligenti statici e dinamici (estensimetri, inclinometri, accelerometri) via radio. «Innovativa – ha continuato – è la gestione della comunicazione che garantisce una robustezza del sistema e i bassi consumi. Tra i nodi, sorgenti, destinatari o anche tramite, dall’abside alla fine della navata c’è un passaggio di informazioni del pacchetto dei dati. Grazie ai dati oltre al trasferimento dell’informazione c’è in parte la rielaborazione all’interno della rete, con i dati che arrivano al centro di controllo già elaborati».

La comunicazione verso l’esterno è ridotta al minimo e il sistema è in monitoraggio continuo nell’arco delle 24 ore, con nessun operatore presente. I dati infatti, grazie a una piccola memoria, vengono trasmessi direttamente al server.

Il monitoraggio, utile al controllo degli interventi di messa in sicurezza rispetto all’attività sismica, con le scosse delle ultime settimane ha permesso l’osservazione di comportamenti specifici.

«Il sisma dell’Emilia – ha detto Graziosi – è stato chiaramente letto dalla Basilica. Si è prodotta un’accelerazione particolarmente evidente. Riguardo le ultime scosse, seppur strumentali, che hanno interessato il nostro territorio ci sono state delle sollecitazioni che utilizzate per l’analisi nodale e la sollecitazione del danno».

In conclusione il professor Graziosi si è soffermato sull’opera di messa in sicurezza della Basilica di Collemaggio. Dalla previsione biennale si è ormai a quasi quattro anni. Come per i puntellamenti degli edifici occorrerebbe una fisiologica manutenzione.

«Dalle osservazioni – ha precisato senza allarmismo – trapela che le misure non sono più efficaci come lo erano qualche anno fa. Speriamo nella ristrutturazione che è alle porte».

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