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Stramaccioni non molla mai

Sino a diciotto minuti dalla fine, i tifosi dell’Inter pensavano ai due gol di Livaja alla Roma e si mangiavano il fegato guardando Schelotto. Poiché il calcio è beffardo e si diverte come un matto a rimescolare le carte, proprio l’ex atalantino ha infilato Abbiati, firmando il primo pareggio nel derby milanese da nove anni a questa parte. Così Schelotto ha salvato la poltrona di Branca.

Il Milan ha pagato l’enorme sforzo profuso per battere il Barcellona e ha rischiato di perdere una

partita che sembrava aver già vinto dopo il gol di El Shaarawy. A proposito: soltanto due settimane fa, alcuni scienziati del nulla ci avevano fatto una testa così circa l’incompatibilità tattica del Faraone con Balotelli. S’è visto. Piuttosto, s’è visto poco proprio il Grande Ex, pietrificato dalla fantastica parata di Handanovic, in questo momento il miglior portiere del mondo assieme a Buffon. L’1-1 fra Inter e Milan non serve a nessuna delle due, ma alla Lazio che, se batte il Pescara, torna prepotentemente terza da sola.

La Juve, intanto, continua a volare alto. Sulle milanesi e, soprattutto, sul Napoli. Lichsteiner, Giovinco e Pogba hanno demolito le speranze senesi: aspettando il verdetto di Udine, Conte può preparare con tranquillità la sfida del Primo Marzo. Venerdì, al San Paolo , passa l’ultimo treno per Mazzarri: se lo perde, la sua corsa è finita e lo sa bene De Laurentiis che, dopo essere stato buttato fuori in malo modo dall’Europa League, ha parlati chiaro: se il Napoli dovrà cambiare allenatore, sopravviverà anche all’addio dell’attuale tecnico. Non ha di questi problemi Conte, lusingato a tal punto dalla corte di Abramovich da strigliare i tifosi bianconeri per eccesso di critiche a Giovinco. L’ex Parma non ha esultato dopo il gol segnato al Siena, peraltro più che mai in linea con il suo repertorio d’alta scuola. «Questi fischi stanno diventando una cattiva abitudine», ha avvertito Conte. Che ha ragione: francamente non si capisce che cosa dovrebbe fare di più Giovinco che sta disputando un’ottima stagione.

Superlativa, invece, è quella del Catania che ha vinto anche a Parma e, nell’arco della sua storia, non era mai stato così in alto in A dopo 26 turni. Maran non sbaglia un colpo, l’Europa è un sogno legittimo. In copertina c’è anche il Cagliari di Daniele Conti: il presidente Cellino è ancora in carcere, a Is Arenas i rossoblù sono stati costretti a giocare a porte chiuse con il Toro, eppure la squadra di Pulga e Lopez continua a vincere. Anche per 4-3, anche all’ultimo respiro con un gol del Capitano il cui abbraccio al figlio Bruno, raccattapalle al debutto per la squadra di papà, è una delle immagini più tenere e più belle che il calcio ci abbia regalato in questa stagione.

Nel campionato dello spezzatino innevato, spicca il dramma sportivo del Palermo. Zamparini è tornato nel pallone e ha stabilito un nuovo record mondiale: ha cacciato Malesani il quale era pure riuscito a non perdere nemmeno una delle tre partite di fila, inutilmente pareggiate. Zamparini ha 71 anni: ha cacciato 38 allenatori nell’arco della sua carriera presidenziale, di cui 22 nei dieci anni e mezzo trascorsi alla guida del Palermo che in questa stagione era partito con Sannino, poi è passato a Gasperini, quindi a Malesani, ora di nuovo a Gasperini. En passant, Zamparini ha chiamato Perinetti, cacciato Perinetti, preso Lo Monaco, cacciato Lo Monaco, ripreso Perinetti. Il presidente continua a sbagliare bersaglio: non si rende conto che l’unico da cacciare è lui.

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