IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Sport

Balotelli, il gestaccio finale

Bersagliato dai fischi e dalle offese razziste (anche banane mostrate in curva) SuperMario ha sancito la rottura con i nerazzurri. [i](Corriere dello Sport)[/i]

Balotelli vede nerazzurro e si ferma: né quinto gol né record.

Non c’è niente di facile se ti chiami Balotelli. C’è una strada segnata, un percorso stabilito dal talento, fatto di step precisi come quelli del dressage. Ci sarebbe, perché tu ti chiami Balotelli e fai a modo tuo, e ti piace cadere, risalire, farti amare e applaudire, e poi farti fischiare, e inventare colpi di tacco a centrocampo e altri scherzetti buoni soltanto per fare innervosire gli avversari. Ti escono dai piedi così, è come la scrittura creativa, non sai cosa sgorghi e non è detto che sia appropriato. E capita che ti abbiano apparecchiato un banchetto, organizzato una serata di gloria, e tu invece vai al fast food a mangiarti un panino. Perché ti chiami Balotelli e l’evoluzione lineare non fa per te.

Niente primato Mario era atteso alla grande prova. Senza fischietti distribuiti a ogni tifoso come era successo con Ronaldo, ma con molto astio da parte interista e fanatica speranza nella curva del Milan. Era atteso perché è Mario, il giovane top, e perché c’erano il cartellino della continuità da timbrare ancora e un record da battere. Soltanto Bierhoff è riuscito ad andare a segno nelle prime 5 partite da milanista, e per Balotelli eguagliare il primato in un derby per la zona Champions era la missione da compiere. Aspettavano tutti, ma la striscia positiva si è fermata. Niente quinto gol, niente allungo in classifica. Balotelli non ha raggiunto i grandi nel gotha del derby: poteva segnare al primo tentativo come è capitato a Ronaldo, Kakà, Ibra, Shevchenko eccetera. Si è fermato. Poteva fare centro sotto la curva, ma Handanovic ci ha messo tutta la forza che aveva. Un paio di volte gli ha tolto via il pallone da dentro la rete, un paio di volte Mario gli ha tirato addosso. I primi 45′ sono passati così, provando a smarcarsi e trovando sempre un muro, alzato dal portiere ma anche da se stesso, da quella parte di Balo che a volte si perde in percorsi tutti suoi. E così la porta sotto la curva buona è rimasta vuota.

Serata no. Poi c’era da traslocare nella zona cattiva e le speranze di qualche fan sono aumentate. Sotto la curva interista hanno segnato Ibra, aprendo le braccia muto, e qualche anno prima Ronaldo, che si era sciolto in un sorriso radioso e un gesto irridente, le mani portate dietro le orecchie, Kakà a portarle via e proteggere i timpani dai fischi infernali. Ieri non c’è stato nulla di tutto questo. Un momento di frustrazione quando Handanovic ancora una volta gli ha sbarrato la via, e ancora corsa per cercare di difendere il pari. All’inizio, Mario si è abbracciato con Cassano. Alla fine, mentre mani e schiene di interisti e milanisti si intrecciavano, è sparito per un attimo. Poi è rientrato e in un clima di sogni mezzi infranti è andato a salutare la curva. Da solo, mentre i compagni già andavano verso la doccia. Da solo, quasi a scusarsi per non aver fatto gol quando il percorso lo richiedeva. Balotelli non è animale da dressage. [i](Gazzetta dello Sport)[/i]

X