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Pesca, Adriatico «impoverito»

«Nella pesca dei piccoli pelagici in Adriatico, siamo al cospetto di scenari che mostrano segnali inconfondibili di una condizione biologica al collasso, preludio ad un disastro ambientale largamente annunciato». A sostenerlo è Franco Bruni, dell’organizzazione produttori di “Abruzzo Pesca” di Martinsicuro (Teramo).

«Il progressivo impoverimento delle specie alici e sarde con esemplari sempre più sottomisura stanno a testimoniare il drammatico processo di impoverimento biologico in atto. Non esiste ricerca scientifica che possa sostenere il contrario alla luce di quello che vediamo».

Secondo il consorzio sono scomparse nei grandi fondali, come in ogni altra zona di pesca dell’Adriatico , le alici e sarde di grandezza normale. «Colpa di un’attività irrefrenabile esercitata in aree che sarebbero da interdire alla pesca. Un esercizio dell’attività cosi intensiva da sconvolgere perfino i naturali processi biologici di riproduzione della specie. Nessuno dovrebbe rimanere insensibile di fronte ad un fenomeno sconvolgente che avviene e si consuma nel disinteresse della ricerca scientifica e della politica italiana del settore».

«Un’indifferenza che lascia allibiti- tuona ancora Bruni. Le coraggiose denuncie vengono dagli stessi operatori del settore che seppure rei colpevoli dei disastri avvenuti, non vogliono assistere alla fine dell’attività della pesca dei piccoli pelagici in Adriatico».

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