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Strada Aragno-San Giacomo, pista estrema

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di Alessia Lombardo

Pietre sul manto stradale, con i massi in caduta libera dalla parete rocciosa priva di protezione. È la fotografia scattata alla pista ciclabile della non ancora ultimata, ma inaugurata, strada di collegamento San Giacomo-Aragno, con i sassi che il più delle volte raggiungono le corsie.

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Il tracciato lungo 3,3 chilometri è costato 1 milione di euro, ma a quattro mesi dall’entusiasmo inaugurale per «una frazione in meno e un quartiere in più» (parole del sindaco Cialente ndc) è impossibile non notare le macroscopiche carenze.

A occuparsi dei lavori è stato il settore Comunale delle opere pubbliche con tanto di promessa sulle ‘rifiniture’ consistenti nel completamento e nell’adornamento con verde ed alberi volti a valorizzare ancor di più l’area.

Ma prima del perfezionamento estetico occorrerebbe quello funzionale.

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Sulla strada, caratterizzata da scarsa segnaletica, balza all’occhio il segnale della pista ciclabile per nulla praticabile, non presenza alcun guard rail e nessuna illuminazione lungo tutto il percorso. Un paio le reti per la caduta massi (posizionate sul lato opposto della pista ciclabile) a dire il vero sprovviste di tiranti.

Nella passeggiata in automobile si scorgono vitelli al pascolo senza nessun tipo di barriera sotto il tragitto ciclabile delimitato al momento da semplici blocchi di terra.

Di certo una pista strategica per un ciclismo estremo, che prima di essere utilizzata ed eventualmente collegata in un circuito più ampio dovrebbe essere messa in sicurezza.

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