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Ricostruzione: «Esaurimento plafond entro il 2013»

A quattro anni dal sisma dell’Aquila «numerose sono le problematiche che, di fatto, impediscono un avvio concreto della ricostruzione pesante e in particolare dei centri storici». E’ quanto emerge dagli Stati generali abruzzesi dell’edilizia.

In particolare, per quanto riguarda le risorse, secondo gli Stati generali, quelle attualmente in cassa, pari a 1,2 miliardi di euro, «sono sufficienti per finanziare i progetti rimasti in coda all’esame della filiera burocratica e, forse, per i progetti dell’asse centrale del solo centro storico. Si ipotizza realisticamente l’esaurimento del plafond già entro il 2013».

In materia di contributo agevolato, inoltre, secondo associazioni e sindacati «se non ci saranno fondi accreditati sui conti correnti dei cittadini i cantieri non apriranno» perché «le imprese non sono più nelle condizioni di anticipare».

«Il prossimo Governo – si legge ancora nel documento – deve essere più incisivo presso l’Unione Europea e difendere con maggior vigore le ragioni delle aziende del cratere indennizzate per i danni subiti dal sisma, alle quali oggi si chiede la restituzione al 100% dei tributi non versati».

La ricostruzione, inoltre, deve essere posta «quale questione nazionale. Il Parlamento dovrà tornare ad occuparsi, a tempo pieno, del destino del cratere sismico. L’Aquila, come sesta città monumentale – concludono gli Stati generali dell’edilizia – è un patrimonio nazionale da tutelare».

LOLLI E PEZZOPANE: «ADERIAMO ALL’APPELLO»

«Aderiamo all’appello rivolto ai candidati dagli Stati generali abruzzesi dell’edilizia: il comparto è troppo strategico per essere lasciato a sé stesso e condividiamo l’affermazione che la ricostruzione dell’Aquila debba diventare una grande questione nazionale. Ci batteremo perché questo finalmente avvenga». Lo dichiarano i candidati del Partito Democratico alla Camera e al Senato, Giovanni Lolli e Stefania Pezzopane, a seguito delle richieste rivolte alle forze politiche e ai candidati dalle associazioni di categoria e dai sindacati regionali del settore delle costruzioni. Secondo Lolli e Pezzopane rilevano: «è paradossale che nella regione che dovrebbe ospitare il più grande cantiere d’Europa si registrino un progressivo calo di investimenti e una perdita di posti di lavoro, a livelli più che preoccupanti». «Le nostre battaglie per un’immediata inversione di rotta – spiegano – saranno incentrate sull’istituzione di una deroga al patto di stabilità per gli interventi di ricostruzione nel cosiddetto cratere sismico e sul credito agevolato tramite l’intervento della Cassa depositi e prestiti per avere più risorse sul nostro territorio. Sarà fondamentale inoltre snellire le procedure, che troppo spesso si sono rivelate un freno per le esigenze di cittadini e imprese di costruzione».

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