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Prima riunione per il Comitato Etico

Ha svolto la sua prima riunione l’11 febbraio il Comitato Etico di Ateneo dell’università dell’Aquila istituito per la valutazione di studi epidemiologici e osservazionali non farmacologici. Nella riunione sono stati eletti, all’unanimità’, con la sola astensione degli interessati, il presidente prof. Carmine Marini, docente di Neurologia, la vicepresidente, prof.ssa Ketti Peris, docente di Dermatologia e il segretario, con funzione organizzativa interna, prof. Angelo Cacchio, docente di Medicina Fisica e Riabilitativa.

Fanno parte del Comitato Etico di Ateneo anche il prof. Mauro Arcangeli, docente di Medicina legale, la prof.ssa Francesca Caroccia, docente di Diritto Privato, la prof.ssa Anna Rita Volpe, docente di Farmacologia, il prof. Marco Valenti, docente di Statistica medica, la prof.ssa Francesca Zazzeroni, docente di Scienze e Tecniche di medicina di laboratorio, e il dott. Mauro Daniele, in qualità di membro designato dall’Ordine dei Medici della provincia dell’Aquila.

«La proposta dell’istituzione di un Comitato Etico di Ateneo – spiega il rettore prof. Ferdinando di Orio – nasce dall’esigenza di dare un contributo specifico, come Università dell’Aquila, allo sviluppo dell’attività di ricerca scientifica epidemiologica o, comunque, non direttamente farmacologica. In tal senso, il Comitato ha il compito di tutelare i diritti, la dignità, l’integrità, il benessere fisico, psicologico e sociale di esseri umani coinvolti in ricerche, nonché di evitare che vengano arrecate inutili sofferenze agli animali nello svolgimento di sperimentazioni. I colleghi indicati tra i componenti del Comitato Etico – conclude il rettore di Orio – sono tutti qualificatissimi esperti nei settori scientifici di loro competenza, nei quali hanno pubblicato numerose pubblicazioni internazionali. A loro va il ringraziamento dell’Università dell’Aquila per la disponibilità offerta e l’augurio di buon lavoro per un ulteriore sviluppo della ricerca scientifica nell’interesse prioritario delle persone sofferenti e nel rispetto della loro dignità umana».

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