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Ricostruzione L’Aquila, Pd: Monotema nazionale

Il Pd abruzzese ha stilato cinque punti programmatici per il futuro qualora, come ha auspicato il segretario regionale Silvio Paolucci, dalle urne dovesse uscire un governo Bersani. Ma il primo punto, come ha detto il senatore Giovanni Legnini, è “la ricostruzione dell’Aquila che è un monotema nazionale, visto che per la ricostruzione pesante serve un impegno di tale grandezza da inserirlo nel bilancio dello Stato”. L’Aquila in pole position, poi infrastrutture, industria, ambiente e servizi.

Ma come ha ribadito Paolucci tutto ruota intorno a L’Aquila «punto di svolta per l’intera regione».

Nei cinque punti programmatici che il Pd abruzzese ha proposto oggi all’elettorato, un ruolo importante,secondo il segretario regionale Silvio Paolucci, è rappresentato dal sistema industriale regionale perché: «Il centrodestra abruzzese ha abbandonato la politica industriale, visto che tutte le vertenze non sono state rappresentate ai massimi livelli della politica nazionale».

Il senatore Giovanni Legnini rincara la dose dicendo che: «Già a livello nazionale non c’é stata una politica industriale e questo, a cascata, si è risolto nel totale abbandono delle vertenze produttive. Che reazioni hanno avuto i vertici regionali? Penso alla crisi del made in Italy con rischio che dalla Val Vibrata alla Sixty sparisca il settore della moda».

A margine del convegno Fira per il lancio del fondo di investimenti Start Hope, l’assessore Alfredo Castiglione ha ribattuto alle accuse del Pd spiegando che intanto «con questa crisi nessuno ha la bacchetta magica e comunque già è tanto non aver fatto danni.»

Alle accuse di nessuna rappresentanza della crisi industriale Castiglione, che è assessore alle attività produttive, ha semplicemente risposto che non è vero perché «cito l’accordo con la Honda, l’accordo con la Sixty che tramite la Newco accederà ai fondi Fira.

«Penso alla creazione delle quattro aree di crisi – prosegue Castiglione – Sinello, Vibrata, Pescara e Val Peligna. A questo proposito bisogna ricordare che il governo Monti ha fermato il finanziamento per 50 milioni dell’accordo con la regione Marche per la Val Vibrata.»

«Insomma – chiude Castiglione – come dimenticare il tavolo Micron in sede nazionale.»

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