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Madre vittima: ‘oggi avrebbe compiuto gli anni’

«Mio figlio Francesco proprio oggi avrebbe compiuto 28 anni. Lui non era uno studente ma è rimasto nella Casa dello Studente per aiutare la sua fidanzata, Angela, studentessa di ingegneria morta anche lei sotto le macerie e che amava profondamente, e i suoi amici. È stato un grande perché in un mondo e in un momento così brutto come quello che viviamo ha dato un grande esempio di amore e di altruismo».

È la testimonianza, sicuramente la più toccante, al termine del processo per il crollo della Casa dello Studente, della signora Annamaria Cialente, madre di Francesco Esposito, giovane custode della Casa dello Studente, morto insieme ad altri sette giovani nel terremoto del 6 aprile del 2009.

Anche la signora Cialente, al termine della lettura della sentenza da parte del giudice, Giuseppe Grieco, come tutti i parenti delle otto giovani vittime della casa dello Studente e degli stessi giovani sopravvissuti, ha accolto il verdetto di primo grado in un clima di rabbia e commozione.

«Se avessero chiuso la casa dello Studente nessun ragazzo sarebbe morto. I responsabili della struttura avrebbero dovuto cacciare via tutti i ragazzi perché tutti sapevano dei problemi di stabilità e strutturali della residenza universitaria», dice la signora Annamaria. Il suo Francesco quel 6 aprile del 2009 è rimasto ucciso nel crollo insieme a Luca Lunari, Marco Alviani, Luciana Capuano, Davide Centofanti, Angela Cruciano, Hussein “Michelone” Hamade e Alessio Di Simone.

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