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Casa dello Studente, difesa: no sentenza su ricostruzioni teoriche

«Il superperito del tribunale Mulas vuole trovare la verità come se si potesse superare la barriera dell’ignoranza terrena. Sono teorie, sono ipotesi. Era talmente impegnata che a un certo punto non credeva più di essere in udienza penale ma in aula con i suoi studenti».

Questo il duro attacco che l’avvocato Mercurio Galasso, difensore di Pace, Rossicone e Centofanti, tre dei quattro imputati con le richieste più gravi condanna, ha formulato nel corso dell’arringa nel processo per il crollo della casa dello studente nei confronti del superperito del tribunale, Gabriella Mulas, autore della perizia che incastra i suoi assistiti.

L’intervento dell’avvocato Galasso, sottolineato dai commenti negativi dei familiari della vittime, ha innescato uno scontro con il pm Fabio Picuti, scontro su cui si è incentrata l’ultima udienza del processo.

«A un certo punto – ha ricordato Galasso – la Mulas ha affermato “di questo aspetto in letteratura non c’è niente. È possibile arrivare a basare una sentenza su ricostruzioni teoriche? Gli anni di reclusione sono concreti, non teorie».

E poi l’affondo finale in cui il legale ha alzato la voce. «Noi abbiamo sempre rispettato il dolore ma non vogliamo essere capri espiatori di nessuno, difendo tre professionisti per cui sono stati chiesti 4 anni di reclusione, anche le loro vite sono state distrutte. Se la sente il giudice di affermare che una parete antincendio ha ucciso otto giovani com’è stato detto in quest’aula?».

Galasso ha anche sottolineato che «ci sono soggetti che si sono già costituiti nel processo Grandi rischi e hanno ottenuto una provvisionale, il danno è lo stesso e non può essere risarcito due volte».

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