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Parco Gran Sasso in prima linea per la lotta ai bocconi avvelenati

In Andalusia i Nuclei cinofili antiveleno (Nca) operano dal 2007, nel parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, primo a introdurli in Italia, sono attivi da tre anni: proprio il parco italiano organizza per il prossimo 28 febbraio, a Roma – presso l’auditorium del ministero della Salute – il convegno “[i]Strategia contro l’avvelenamento della fauna in Italia[/i]” sull’uso illegale di bocconi avvelenati contro la fauna selvatica e gli animali domestici.

L’evento, nato nell’ambito delle attività del quinto anno del progetto comunitario Life “Antidoto”, si concentrerà sull’analisi della normativa vigente e sulle esperienze maturate in Italia e in Spagna da parte di quanti, impegnati nella lotta all’uso del veleno, ben conoscono gli ostacoli tecnici, legislativi, burocratici e umani che rendono problematico individuare i responsabili.

I nuclei cinofili antiveleno del parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga sono stati attivati in collaborazione con il Cta (Coordinamento territoriale per l’ambiente) del corpo forestale dello Stato.

Previsto il contributo degli esperti della Regione Andalusia, partner del progetto Antidoto insieme al Governo dell’Aragona, e la presenza di biologi, naturalisti, veterinari, personale del ministero della Salute, dei carabinieri per la tutela della salute Nas e del corpo forestale. Nel corso del convegno, il parco Gran Sasso-Laga presenterà la pubblicazione “[i]Strategia contro l’uso del veleno in Italia[/i]”, redatta insieme al centro di referenza nazionale per la medicina forense veterinaria dell’istituto zooprofilattico delle Regioni Lazio e Toscana.

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