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L’Aquila Migrante, sulle strade della condivisione

Ad un anno dall’inizio del progetto “L’Aquila Migrante, sulle strade della condivisione”, si organizza un incontro nel quale s’intende presentare e raccontare il percorso intrapreso dal servizio immigrazione della Caritas diocesana dell’Aquila subito dopo il tragico evento del 6 aprile 2009 che ha ferito, in modo incancellabile, la geografia di un territorio e il mondo umano di chi lo abita.

Sarà un momento di unione tra gli operatori Caritas, i testimoni diretti, i bambini e gli ospiti per condividere importanti momenti di vita, realtà ed emozioni. Un supporto fondamentale sarà rappresentato da una mostra fotografica, visibile tutti i giorni fino al 31 marzo 2013, che rappresenterà un valido aiuto alla crescita e al coinvolgimento poiché, collezionerà una selezione d’immagini scattate dalla collaboratrice Caritas, Giovanna Manilla, nell’ambito di una missione lavorativa in Francia a stretto contatto con i rifugiati politici del Bhutan ed i loro bambini.

L’evento comunicativo basato sul principio della condivisione, inteso come costruttivo confronto tra noi e gli “altri”, si colloca su quella “linea di confine” tra realtà molto diverse ma tanto vicine a noi. Un obiettivo importante è la nostra sensibilizzazione per inquadrare e capire le condizioni del migrante con una particolare attenzione alla condizione di invisibilità e discriminazione in cui versano determinate categorie di persone come i bambini.

Si vuol far chiarezza sul ruolo dell’immigrazione e del servizio che la Caritas mette in azione ogni giorno. Tutti abbiamo il dovere “umano” di informarci e di essere informati su un fenomeno, come quello dell’immigrazione, davanti al quale non possiamo più girare la testa da un’altra parte. Ciò che spinge, anche intere comunità, a spostarsi da un luogo all’altro ha origini molto disparate: le persecuzioni, la miseria, i conflitti senza fine che segnano la vita di tanti paesi, i disastri ambientali.

Un ruolo attivo sarà ricoperto dai bambini che si avvicinano per la prima volta al sacramento eucaristico che, avendo già riflettuto sul tema dell’immigrazione insieme ai catechisti saranno chiamati ad esprimere con la loro creatività il senso e l’immagine che essi hanno dell’altro.

Invertendo l’ordine solito, le vere autorità saranno proprio i bambini che avranno la priorità di presentazione e di parola. Le autorità istituzionali, saranno ringraziate e introdotte in un secondo tempo poiché si vuole mettere in risalto il loro spirito di servizio verso tutti, specialmente verso i bambini che rappresentano la speranza del futuro per il quale essi hanno espresso il loro impegno istituzionale.

Il progetto “L’Aquila Migrante”, rappresenta una sfida non esente da fatiche e complessità, ma c’è la convinzione che queste andavano e vanno accolte. Non possiamo più rimanere trincerati all’interno del nostro egoismo che il più delle volte ha dei confini ristretti. Quando si accoglie qualcuno non lo si può fare per comodità o per interesse personale. C’è bisogno di superare i pregiudizi e le diffidenze che ci separano o peggio ci mettono contro l’altro. Solo superando i timori, i pregiudizi e le diffidenze si possono creare accoglienza e collaborazione per imparare a vivere insieme.

Il Progetto “L’Aquila Migrante sulle strade della condivisione” nasce per dare seguito alle attività del progetto “Don Natale Chelli”, iniziato nel 2010 con l’avvio di uno sportello per immigrati. Il progetto, negli anni, ha dato dei frutti significativi. Ambiziosamente si vuole sviluppare una seconda fase, che possa dare stabilità al servizio da svolgere, consolidando i risultati già ottenuti e che possa indicare ancora più chiaramente la strada migliore per essere vicino agli ultimi nello spirito della carità.

Con la nuova fase, si cercherà di implementare la collaborazione con gli altri soggetti sociali, affinché possano aiutare a garantire accoglienza, orientamento e risposte concrete alle esigenze degli stranieri presenti, favorendo la condivisione e la convivialità delle differenze.

Uno dei temi principali è l’impegno per il consolidamento della solidarietà con tutti coloro che operano nel sostegno alla dignità della persona e al sostegno per lo sviluppo positivo di una mentalità che assurga a base e modello per le giuste scelte istituzionali e legislative. Come suggerito dai vescovi italiani, negli orientamenti pastorali biennali: «i diritti fondamentali della persona devono costituire il punto focale dell’impegno di corresponsabilità delle istituzioni pubbliche nazionali e internazionali».

All’evento sarà presente il responsabile immigrazione di Caritas Italiana, Oliviero Forti e vi prenderanno parte, i bambini delle parrocchie della Torretta, Paganica e Cansatessa, accompagnati dai catechisti, gli animatori della ONLUS Koinonia, i rappresentanti delle comunità immigrate, il servizio immigrazione della Caritas Diocesana, il coordinamento di Ricostruire Insieme, l’Arci dell’Aquila, l’Associazione LEM-Italia, i rappresentanti delle istituzioni (comune dell’Aquila, Prefettura, Questura dell’Aquila), le case famiglia, le comunità, l’Arcivescovo dell’Aquila.

La Basilica di Santa Maria di Collemaggio farà da cornice all’evento il giorno 16 febbraio 2013 dalle ore 15.00 alle ore 17:30.

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