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L’Aquila: via libera alle unioni civili

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Anche il Comune dell’Aquila riconosce le unioni civile e istituisce il relativo registro. La delibera è stata approvata con 19 voti favorevoli, tra gli altri quelli di Pd, Api, Sel, Idv, Cattolici Democratici; due contrari e tre astensioni. Approvato anche il relativo regolamento. Sulla base di quest’ultimo vengono considerate “unioni civili” i rapporti tra due persone maggiorenni, di diverso o dello stesso sesso, che non siano legate tra loro da vincoli giuridici e che ne abbiano chiesto la registrazione amministrativa. Le disposizioni si applicano sia ai cittadini italiani sia a quelli stranieri iscritti all’anagrafe del Comune dell’Aquila.

La disciplina comunale delle unioni civili ha esclusiva rilevanza amministrativa. Chi si iscrive al Registro è equiparato al “parente prossimo” del soggetto con cui si è iscritto ai fini della possibilità di assistenza.

Il Comune renderà disponibili sul proprio sito le informazioni e la modulistica per l’iscrizione e la cancellazione. L’iscrizione, che è gratuita, può essere richiesta da due persone, non legate tra loro da vincoli di parentela o matrimonio, residenti anagraficamente da almeno un anno nel Comune dell’Aquila e coabitanti almeno dallo stesso periodo di tempo e quindi inseriti nello stesso nucleo familiare.

In una nota, l’assosiazione Arcigay nelle persone del presidente Carla Liberatore e il segretario Leonardo Dongiovanni affermano che «i meriti politici di tale iniziativa vanno ad Ettore Di Cesare della lista civica “Appello per L’Aquila” e all’assessore Stefania Pezzopane del PD e a tutti quei movimenti politici e sociali che diedero il loro appoggio alla causa durante le scorse elezioni amministrative».

Arcigay si dichiara «soddisfatta per il risultato raggiunto, pur consapevole che una vera vittoria verrà ottenuta solo quando tutti i cittadini italiani otterrano senza distinzione di sorta il riconoscimento della parità totale dei loro diritti civili.»

Il Partito Democratico L’Aquila esprime «grande soddisfazione per il voto di questo provvedimento, soprattutto perché L’Aquila, prima in Abruzzo, crea un importante precedente e apre la strada all’istituzione del registro per le unioni civili anche in altri comuni della nostra regione».

«Anche da questa scelte si misura la caratura di un capoluogo di regione che deve tornare ad esercitare il proprio ruolo di guida culturale di tutto il territorio regionale – commenta il segretario comunale del Pd Stefano Albano – in questa direzione il Pd aquilano ha lavorato con forza a cominciare dalla delibera di giunta portata avanti dal nostro assessore Stefania Pezzopane, passando poi per il voto compattamente a favore da parte dei consiglieri del gruppo del Pd».

«Resta l’amaro in bocca – aggiunge Albano – per i due voti contrari e per parte del dibattito che si è svolto in aula. Sono tornate argomentazioni retro conservatrici, si è parlato addirittura di attacco all’istituzione “famiglia” come pilastro della nostra società a giustificare il voto contrario. La nostra città per fortuna ha dimostrato di avere un punto di vista avanzato».

«Quello approvato oggi – evidenzia Albano – è un provvedimento che non lede alcun diritto, bensì ne allarga la base, riconoscendo la possibilità alle coppie, non soltanto omosessuali, che non ritengono di contrarre matrimonio di vedere riconosciuti diritti che sarebbe anacronistico restassero oggetto di dibattito. La battaglia per l’allargamento della base dei diritti naturalmente non finisce qui, soprattutto alla luce del voto francese ed inglese, e la nuova dirigenza del Pd aquilano intende portarla avanti con forza».

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