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La discoteca torna in Consiglio

“Pentiti” e “stampelle” hanno consentito in Aula di ribaltare la bocciatura avvenuta in commissione Territorio della delibera di trasformazione di destinazione d’uso di un lotto a Pile sul quale insiste un capannone nel quale dovrebbe sorgere una discoteca.

In realtà secondo quanto rilevato dal sopralluogo dell’Ispettorato urbanistico, l’adeguamento interno è stato già fatto, ben prima che il Consiglio votasse sul cambio di destinazione urbanistica. Cosa che è accaduta (18 sì, 6 contrari e 2 astenuti) dopo un pomeriggio in cui la maggioranza ha davvero “ballato”.

Il sindaco ha difeso a spada tratta l’operazione. «Nessun illecito e valenza dell’interesse pubblico – ha detto – Dopo le affermazioni forti di questa sera porterò gli atti del consiglio in procura. Ci sono interessi? Valuterà la Procura».

Dai banchi della minoranza Enrico Verini e Pierluigi Properzi per motivi diversi hanno annunciato il voto favorevole. La richiesta di variante della Orione Costruzione prevede la trasformazione da zona per attrezzature tecniche a attrezzature ricettive.

Molti consiglieri, fra cui Ettore Di Cesare, hanno sottolineato il metodo assurdo e presunti favoritismi: «Non si possono fare prima i lavori e in seguito chiedere una variante». «Non si vota contro l’apertura di una discoteca, ma sui metodi», ha chiosato.

Stefano Palumbo del Pd ha sottolineato, che la delibera è formalmente legittima eppoi bisogna dare una risposta alla movida. Pollice verso, invece, da parte della federazione della sinistra. «Tutto nasce perché nei fatti il cambio di destinazione d’uso è già stato fatto. – spiega – L’ispettorato scrive che all’interno del capannone ci sono divani consolle, impianto luci. Insomma, senza avere il titolo sono stati fatti dei lavori che non conformi alla destinazione: una consolle non può essere conforme alla destinazione a magazzino. L’ispettorato avrebbe dovuto procedere al sequestro.

Della stessa opinione Gianni Padovani dei Socialisti. Pierluigi Properzi ha portato un elemento di novità al dibattito. «La delibera non è di nostra competenza, l’istruttoria doveva concludersi negli uffici. I dirigenti hanno invocato impropriamente il prg e la giunta».

L’assessore all’Urbanistica Pietro Di Stefano ha cercato di rimettere insieme la trama. «L’ispettorato ha comunicato che non c’è stato alcun illecito edilizio – ha premesso – Se ci fossero state regole violante io questa delibera non l’avrei portata in Aula».

Anche Angelo Mancini si è scagliato contro il metodo, stigmatizzando con Vincenzo Vittorini che non ci si può trincerare dietro il bene dei ragazzi. Eppoi che fine ha fatto il caffè letterario di san Bernardino? Allora ha aggiunto Emanuele Imprudente che partano le sanatorie per le casette.

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