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Tangenti, Mascitelli: da Pd garantismo alternato

«In nessun caso noi siamo entrati nel merito e nello specifico delle vicende giudiziarie, rispettando comunque il lavoro della magistratura, mentre al contrario abbiamo sempre chiesto a tutti, senza eccezione alcuna, che si rispettassero e si applicassero i doveri etici che applichiamo per primi a noi stessi». È quanto ha dichiarato il segretario regionale dell’Idv Alfonso Mascitelli, indicando la posizione del suo partito in risposta ai commenti di queste ore sul caso D’Alfonso.

«Questo vuol dire che chi ha cariche nelle istituzioni, in presenza di procedimenti giudiziari per reati legati alle sue funzioni, si dimette e aspetta l’accertamento della giustizia difendendosi nei tribunali e non fuori da essi, rispettando la funzione della magistratura e non strumentalizzandola a seconda dei casi e delle convenienze del momento».

«Questo è quanto avviene in qualsiasi Paese civile e solo da noi i soliti mestieranti della politica hanno l’incoscienza e l’arroganza di parlare di moralismo giustizialista. Quello che ci allontana dal Pd è il suo garantismo a corrente alternata, perché gli abruzzesi ricorderanno che, dopo le vicende giudiziarie di due assessori regionali del centrodestra, sia il segretario regionale del PD che il suo capogruppo in Regione richiesero le dimissioni di Chiodi».

«Doveva dimettersi perché aveva la tessera di partito sbagliata o perché regole elementari di comportamento etico e politico valgono per tutti? Per il resto – ha concluso il senatore Mascitelli – esprimo la mia vicinanza umana a D’Alfonso non solo per l’assoluzione, ma soprattutto perché il suo ritorno in politica lo costringerà di nuovo a trascinarsi dietro i tanti falsi cortigiani del suo stesso partito, che lui sa bene come fossero soddisfatti del vuoto della sua assenza politica».

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