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Sanitopoli, interrogato Angelini

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«Confermo di aver dato i soldi a Del Turco». È uno dei passaggi salienti dell’interrogatorio di Vincenzo Maria Angelini, ex patron della clinica Villa Pini, al processo su presunte tangenti nel modo della sanità abruzzese, in corso al tribunale di Pescara.

Angelini, che è stato ascoltato in qualità di imputato, ha parlato per circa tre ore fornendo la sua versione dei fatti relativamente, tra le altre cose, alla cartolarizzazione, ai ricoveri impropri, alle ispezioni e ai rapporti con l’Aiop.

Angelini, che deve rispondere di associazione per delinquere, truffa e abuso d’ufficio in concorso, ha confermato ai giudici del tribunale di Pescara di essere stato da Del Turco a Collelongo più di quattro volte: «ho i telepass», ha affermato il proprietario della clinica Santa Maria a Celano. Ha poi aggiunto «Del Turco è un bugiardo patologico. Se non fosse stato per la mia famiglia sarei rimasto schiacciato psicologicamente da queste persone».

Sui controlli ha sostenuto che «Del Turco aveva dato istruzioni alla Asl di non pagare in attesa delle ispezioni. Queste – ha aggiunto – erano espletate in un tempo talmente lungo che avrebbero portato alla asfissia, al crac e alla vendita di Villa Pini».

L’ex imprenditore della sanità ha anche riferito che nel periodo 2000-2005 i pagamenti erano in ritardo e che sono diventati regolari quando l’ex manager della Asl di Chieti Luigi Conga gli ha detto «o mi dai i soldi o non ti pago».

Angelini ha inoltre sostenuto che le indagini dei finanzieri si sono basate sulle ispezioni fatte da Del Turco e sui dati dell’agenzia sanitaria regionale. «Nessuno di loro ha mai visto una cartella clinica».

Sui rapporti con Pierangeli e l’Aiop ha detto che «sono stati sempre conflittuali». L’ex imprenditore ha parlato poi di Gianluca Zelli, ex amministratore delegato della Humangest, anche lui imputato nel processo. «Era – ha evidenziato – il vero dominus di Villa Pini. Si è occupato di tutti i rapporti a tutti i livelli. Mi sono affidato a Zelli per disperazione, determinava tutta l’attività della clinica io non comandavo un accidente».

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