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Ora digitale in classe, l’Itis capofila in Italia

di Marianna Gianforte

Si chiama “[i]Vitadigitale – il cambiamento entra in classe[/i]” il [i]magazine in streaming video[/i] che sarà inaugurato venerdì prossimo, 15 febbraio, all’istituto Amedeo di Aosta. Un “[i]social network[/i]” e [i]forum[/i] di discussione che è il fiore all’occhiello di un progetto più ampio di cui l’istituto aquilano è capofila a livello nazionale.

In pratica verrà inserita in ambito didattico “l’ora digitale”, facendo entrare nel contesto più strettamente scolastico anche il digitale, nell’ambito di un progetto sperimentale patrocinato dal ministero per l’Istruzione e l’università, della durata di 3 anni. Gli studenti dell’Amedeo si collegheranno più volte al mese in video conferenza con gli altri istituti coinvolti (due scuole di Monza, due della Calabria e il Polo scolastico di Gemona, in Friuli), per scambiarsi informazioni e, soprattutto, assistere alle “lezioni” di tecnici, urbanisti, ingegneri, architetti di livello internazionale impegnati nella mobilità sostenibile, nella robotica, nell’edilizia ecocompatibile e tecnologica. Tutti “temi” con cui i giovani si confronteranno imparando nozioni che potrebbero tornare utili a loro stessi e alla città da ricostruire. Gli studenti potranno, ad esempio, imparare tecniche e modelli di urbanistica adatti a una Smart City, come si vuole che L’Aquila diventi, con l’apporto degli esperti.

Responsabile del progetto per l’Amedeo di Savoia e coordinatrice Scuola a livello nazionale per Nuvola Verde (nata per la diffusione del digitale in funzione della sostenibilità in contesto Smart City con l’obiettivo di raccontare i nuovi stili di vita del mondo digitale attraverso il social network Nuvolaverde, città del nuovo mondo), è la professoressa di inglese Clementina (Titti) Cervale, che ci spiega cos’è “Vitadigitale” in questa intervista per IlCapoluogo.it.

Professoressa, in cosa consiste l’esperimento? In pratica parte “l’ora digitale” in classe come sperimentazione, pianificata per almeno un triennio in modo da poter mettere in piedi una buona pratica, un modello, da istituire come metodo didattico innovativo.

Che ruolo ha l’istituto Amedeo di Aosta nel progetto? L’Amedeo di Savoia è capofila a livello nazionale, selezionato dall’Associazione Nuvolaverde in quanto ha le giuste competenze e gli strumenti necessari. Il progetto è sostenuto con forza anche dalla dirigente scolastica Pasqualina Tarullo.

Perché quello di “Vitadigitale”è un progetto innovativo? Innovativo perché consente il collegamento in tempo reale con altre realtà: con le scuole del Paese che hanno aderito al progetto e con gli esperti di livello internazionale. Ad esempio, se il tema centrale ruota intorno allo sviluppo sostenibile, ci si confronta con gli esperti che nel mondo si stanno occupando di quell’aspetto. Oppure: si può parlare di telefonia applicata ai servizi e così via. Il digitale abolisce le distanze, gli studenti vedranno come sta cambiando la nostra vita, impareranno a usare il web non soltanto per chattare, ma per ordinare spesa, prenotare il cinema, fare bonifici, insomma a utilizzare del digitale nel lavoro e nell’apprendimento.

Come si svolgerà il progetto? Il progetto si muove all’interno di una serie di dibattiti che si sono aperti su questo tema e che coinvolgono anche grandi aziende. Al progetto ha dato adesione anche l’associazione Nuvolaverde e del suo presidente Enzo Argante, giornalista del Sole24Ore. All’interno di questa Associazione stiamo costituendo un gruppo di scuole che lavoreranno in rete per introdurre il digitale in classe. Venerdì ci sarà collegamento in tempo reale con gli studenti l’esperto di mobilità di San Francisco, Chris Luebkeman, poi Roberto Cingolani che parlerà del suo robot-bambino Icub e Flavio Bonomi dalla Silicon Valley che parlerà della cyber mobility.

Quali sono i vantaggi nel partecipare a questo progetto per gli studenti? I vantaggi sono il miglioramento del processo di alfabetizzazione informatica con l’esperienza diretta dell’utilizzo del mezzo digitale. I ragazzi utilizzeranno le loro competenze di lingua inglese, si confronteranno con esperti stranieri. Ci sarà sicuramente una ricaduta territoriale, in quanto lo studente utilizzerà gli strumenti necessari per la città del domani.

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