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La giornata del malato

di Nando Giammarini*

L’11 febbraio, oltre all’85esimo anniversario dei Patti Lateranensi, si è svolta la memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes e la XXI giornata mondiale del malato.

Un’occasione particolare, un momento di incontro, di riflessione e confronto per aiutare il fratello bisognoso che ha avuto la sfortuna di cadere nel baratro della malattia. Un grande impegno, coinvolgente ed emotivo, un contatto diretto con la realtà della sofferenza che coinvolge, sia il singolo cittadino che l’intero sistema sociale, in uno slancio di generosità e solidarietà dove tanti volontari, la parte migliore del Paese, si prodigano per lenire dolori e sofferenze coniugando l’aspetto professionale a quello umano.

Penso al personale sanitario volontario di “Medici Senza Frontiere” o alla meritoria associazione “Save the Children“ presenti in ogni angolo della terra per sostenere gente in difficoltà e ad altre centinaia di organizzazioni volontarie tra cui l’Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali ) che in alcuni casi accompagnano i malati nei loro ultimi desideri. A costoro rivolgo il mio riverente saluto, tutta la stima e l’invito a continuare in questo sentiero, tortuoso ed irto di difficoltà ma denso di soddisfazioni poiché non c’è gioia più grande di essere di sostegno a persone che più hanno bisogno di vicinanza e d’amore.

I malati e le loro famiglie debbono essere messi in condizioni di sostenere la quotidianità attraverso azioni di sostegno dalle strutture pubbliche non trascurando la dignità di esseri umani fino alla fine dei loro giorni. Il compito della medicina deve essere quello di mettere al centro la persona infondendo, nei malati e nei suoi cari, la speranza.

Quest’anno la giornata cade in un momento delicato alla vigilia delle elezioni nel Lazio, la cui sanità è stata affossata dalla giunta Polverini con il ridimensionamento e la chiusura di tanti ospedali, poli eccellenti in questa Regione ed i relativi licenziamenti di personale sanitario, dai medici agli ausiliari. Dal suo esito dipenderà il modello sanitario su cui puntare per riorganizzare il servizio rendendolo efficiente, funzionale, salvaguardando le eccellenze ed i posti di lavoro da cui dipende il futuro di tante famiglie. Lotta agli sprechi sì, ma ottimizzazione e razionalizzazione dell’offerta sanitaria puntando su sostenibilità, equità e rispetto della dignità della persona umana con particolare riguardo verso coloro che versano in condizioni di particolare disagio, economico ed umano.

Questo, mi pare, sia il messaggio migliore che deve partire da questa XXI edizione della giornata mondiale del malato unitamente al messaggio di Papa Benedetto XVI: ”[i]Affido questa XXI Giornata Mondiale del Malato all’intercessione della Santissima Vergine Maria delle Grazie venerata ad Altötting, affinché accompagni sempre l’umanità sofferente, in cerca di sollievo e di ferma speranza, aiuti tutti coloro che sono coinvolti nell’apostolato della misericordia a diventare dei buoni samaritani per i loro fratelli e sorelle provati dalla malattia e dalla sofferenza, mentre ben volentieri impartisco la Benedizione Apostolica[/i]”. A fronte di un messaggio di simile portata ieri c’è stata la storica, commossa e attesa, poiché circolava da tempo negli ambienti vaticani e traspariva anche nel suo ultimo libro, notizia delle dimissioni del successore di Pietro. La notizia è stata data nel corso del Concistoro e, battuta dalle agenzie, in pochi minuti ha fatto il giro del mondo, la motivazione ufficiale: ”Le mie forze, per l’età avanzata non sono più adatte ad esercitare in modo adeguato il Ministero pietrino”.

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