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Gran Sasso, al via il progetto “Life praterie”

di Marianna Gianforte

Regolamentazione del pascolo, da un lato, e tutela del territorio dalle automobili e dal calpestìo continuo dei turisti, dall’altro. Sono due obiettivi che il Parco Nazionale del Gran Sasso intende perseguire con il progetto “Life praterie”, un programma in realtà ben più ampio presentato dal direttore Marcello Maranella, dalla coordinatrice del progetto, Pina Leone e dalla project manager Annette Mertens, insieme ai rappresentanti dei Beni separati di Assergi e Paganica.

Il progetto prevede di regolamentare i pascoli attraverso un processo di contrattazione con i contadini, e di mettere in campo misure di protezione del territorio, tutelandolo tramite un’infrastrutturazione leggera e cartellonistica per fornire informazioni agli escursionisti.

«Ma risultano particolarmente gravi, per i pascoli, pratiche quali il parcheggio dei motoveicoli sui prati – ha spiegato Maranella – o l’attraversamento degli stessi da parte di fuoristrada e motociclette, unitamente all’abbandono dei rifiuti in aree di pregio ambientale».

Il progetto “Praterie” può contare su un budget complessivo di 1,8 milioni di euro e viene finanziato dall’Unione europea per il 50%, mentre il restante 50% è a carico dell’ente Parco. E con “Life praterie” (Life è un acronimo francese che, tradotto, sta per “Strumento finanziario per l’ambiente”), progetto quinquennale, il Parco Nazionale del Gran Sasso acquista un primato: è l’area protetta che ha promosso il numero maggiore di progetti in Europa. Insomma, il nostro Parco è il primo a saper attrarre finanziamenti su progetti di conservazione finanziati attraverso lo strumento della Comunità europea Life.

Sono 9 quelli realizzati dal 1998 a oggi, tra questi si annoverano i due storici progetti dedicati al Camoscio appenninico. L’area di progetto coincide con l’altipiano di Campo Imperatore, oltre che con alcune aree minoritarie dei Monti della Laga e vengono coinvolti 9 Comuni ricadenti nell’area protetta. Per agevolare i pascoli verranno creati degli abbeveratoi, saranno recintati i laghetti d’alta quota e installati recinti e ricoveri per vitelli e ovini, garantendo agli allevatori tutta l’assistenza tecnica necessaria.

Per gli aspetti legati alla gestione turistica, nell’ambito del progetto si provvederà a restaurare 10 km di rete sentieristica e a creare 8 aree di parcheggio per autoveicoli e camper. Sarà, inoltre, installata una specifica cartellonistica per orientare i turisti e fornire al pubblico le informazioni utili.

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