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EuroJuve, capolavoro Conte

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Prima della Juve, nel memorabile 12 febbraio 2013, l’ultimo club italiano a vincere in casa del Celtic era stato il Milan, ma addirittura 44 anni fa.

Prima della Juve, davanti al proprio pubblico gli scozzesi contro le italiane avevano inanellato 4 vittorie, 4 pareggi e, appunto, il ko con i rossoneri.

Nella stagione ’95-’96 la Juve vinse a Glasgow contro gli altri scozzesi (i Rangers): un successo beneaugurante. Alla fine, la squadra allenata da Lippi conquistò il trofeo più importante d’Europa.

Il 3-0 rifilato al Celtic costituisce il risultato utile consecutivo n.17 dei bianconeri, fra Europa League e Champions League. Il tris di ieri sera ha portato a 700 il numero dei gol segnati dalla Juve nelle competizioni continentali.

Numeri e statistiche sono la premessa doverosa per celebrare il capolavoro di Antonio Conte nella bolgia rutilante del Celtic Park, autentico tempio del fotball mondiale.

È un trionfo che onora il calcio italiano ed esalta la Juve, capace di ipotecare, con novanta minuti di anticipo, il ritorno fra le prime otto squadre del continente.

Il Celtic, che aveva battuto il Barcellona facendo piangere di gioia Rod Stewart, ha giocato in modo diametralmente opposto contro i campioni d’Italia. Davanti ai blaugrana, gli uomini di Lennon eressero un gigantesco catenaccio, tanto che il loro possesso palla fu del 12%. Ma i biancoverdi non perdonarono i catalani: due occasioni, due gol. E al Camp Nou, persero di misura per 2-1, ma soltanto al 94′.

Ieri sera, gli uomini di Lennon hanno aggredito la Juve sin dal primo minuto, andando a sbattere contro la superiore organizzazione tattica dei rivali. Conte ha studiato la sfida nei minimi dettagli e l’ha preparata in modo impeccabile: altrimenti, a Glasgow non sarebbe scaturita una partita praticamente perfetta.

Dice bene l’allenatore capolista della serie A: il Celtic è una signora squadra, anche se non ha il blasone e la fama di Real, Barcellona, Manchester United o Bayern. Se avesse una difesa più solida e attaccanti meno imprecisi, la sua corsa in Europa non si fermerebbe negli ottavi.

Nel primo tempo, gli scozzesi hanno esercitato una supremazia territoriale pressochè costante, ma Buffon, che vive un periodo di assoluto stato di grazia, ha sempre dato sicurezza ala sua difesa, rimediando ad alcune sbavature dei compagni di reparto. Conte, che ha azzeccato la mossa Peluso esterno di centrocampo e Caceres al posto di Chiellini, accanto a Barzagli e a Bonucci, ha lasciato che gli avversari sfogassero la loro carica agonistica dopo il gol a freddo di Matri. A proposito: complimenti ad arbitro e quarto uomo, che se ne sono accorti dopo la partita. Meno male che Marchisio, per non sapere né leggere né scrivere, ha tirato quella cannonata in porta per fugare ogni dubbio.

Nella ripresa, la Juve ha giocato come il gatto con il topo: il raddoppio dello scatenato Marchisio e il tris di Vucinic, propiziato dal delizioso assist di Matri, hanno fulminato gli scozzesi. I cui tifosi, che hanno cantato a squarciagola per due ore senza smettere un attimo di incitare il Celtic, alla fine sono stati tanto sportivi da complimentarsi con i sostenitori juventini, scambiando le loro sciarpe con quelle bianconere e applaudendo la squadra italiana. Così si fa.

Il messaggio che arriva da Glasgow suona forte e chiaro: in Europa è tornata una grande Juve. E tutti dovranno fare i conti con lei.

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