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Crisi 2013, i dati della confersercenti

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Nel 2012 hanno cessato la loro attivita’ 64.126 imprese del commercio al dettaglio (di cui 52.432 pari all’82% sono imprese individuali) e 27.691 imprese attive nell’alloggio e ristorazione. Nei due comparti, quindi, hanno chiuso circa 253 imprese al giorno: 178 nel commercio al dettaglio (di cui 30 nell’abbigliamento), 70 nella ristorazione, 5 nelle strutture ricettive. Il calcolo proviene dalla confesercenti, secondo cui nel 2013 chiuderanno 450.000 imprese in totale, di cui 72.000 nel commercio al dettaglio. Il ritmo delle chiusure nei nostri settori, dunque, aumentera’, portandosi a 281 al giorno: 197 per il commercio al dettaglio (di cui 36 nell’abbigliamento), 78 nella ristorazione, 6 nella ricezione.

Tra il 2007 e il 2010 i redditi medi dichiarati nel commercio si sono ridotti dell’11%: -15,9% nel commercio al dettaglio no-food; -18,9% nell’abbigliamento, -7.9% nel dettaglio alimentare, -7,1% per i pubblici esercizi e -22,8% per quanto riguarda le strutture ricettive. Tuttavia, secndo la confesercenti alla fine del 2013, i redditi dei settori presi in esame risulteranno in unlteriore calo, per il settimo anno consecutivo. Alla fine, rispetto al 2010, la diminuzione sara’ pari al 12% per il commercio al dettaglio non alimentare, al 13,4% nell’abbigliamento e nelle calzature, al 5,8% per il commercio al dettaglio alimentare, al 5,3% per i pubblici esercizi e al 13,5% per le strutture ricettive.

Proseguira’ anche nel 2013 il tracollo del potere d’acquisto delle famiglie consumatrici. Dopo il calo del 9,2% registrato tra il 2007 e il 2012, si stima per quest’anno un’ulteriore contrazione dell’1,9%. La propensione al risparmio, calcolata come quota del reddito disponibile, e’ passata dal 12,5% del 2007 all’8,6% del 2012. Nel 2013 sara’ dell’8,8%.

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