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Amici storici, microcosmo ambivalente

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Frequentare uno stesso gruppo di persone livella le nostre idee ai valori di riferimento degli individui con i quali condividiamo la vita. Si tratta di una strategia di socializzazione che ci permette, stando insieme, anche di andare d’accordo e di sfruttare e diffondere vibrazioni sociali positive. Un nuovo studio della [i]Baylor University[/i] suggerisce però che il meccanismo della condivisione dei principi all’interno di una cerchia di persone non vale solo per le buone idee, ma anche per gli orientamenti negativi. In pratica, il meccanismo è valido per sia per le bande di teppisti che per i “club di filantropi”.

«La conformità porta a sentimenti positivi, al senso di appartenenza e alla solidarietà. Tutti elementi che stimolano gli individui a far parte di un gruppo», ha spiegato Kyle Irwin, responsabile della ricerca pubblicata sulla rivista [i]Social Forces[/i]. «Si tratta di una dinamica che ci permette di raggiungere insieme obiettivi comuni e collettivi: come ad esempio la costruzione di un parco pubblico o la ricerca di fondi per un causa sociale. Ma questo processo vale anche per i comportamenti negativi. Nei contesti in cui, i principi del gruppo prevedono l’adozione di comportamenti egoistici, il senso di appartenenza induce i membri a promuovere azioni negative, come avviene nel caso delle gang o delle organizzazioni criminali. Tutto è determinato dall’approvazione del gruppo, se per il gruppo il nostro comportamento è positivo lo sarà a prescindere da ciò che la società suggerisce a riguardo».

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