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Il Carnevale, dall’antichità ai giorni nostri

di Nando Giammarini*

Il Carnevale, festa che precede l’inizio della Quaresima e anticipa la Pasqua, è una particolare circostanza di gioia, di allegria, di festeggiamenti collettivi che ci permettono di abbandonare, sebbene per poco, le tante problematiche quotidiane in cui siamo immersi in questo periodo di crisi galoppante e di campagna elettorale in cui ci stanno raccontando le più grandi corbellerie che la storia ricordi: dalla restituzione dell’Imu per la prima casa all‘enorme sciocchezza della creazione di 4 milioni di posti di lavoro.

Tali argomenti saranno tutti oggetto di carri allegorici che sfileranno nelle tante colorate e divertenti manifestazioni che si terranno in tanti paesi dello stivale.

Questa festa affonda le sue radici nell’antica Roma dei Saturnali in cui i potenti dell’epoca concedevano al popolo di trasgredire le regole in nome di un divertimento collettivo con tanto di maschera che ricopriva il volto.

Nell’alta Valle dell’Aterno, la cui gente di montagna è temprata ai duri sacrifici e a periodi più o meno di riposo in questi giorni di freddo eccessivo, essa assume un valore di grande socialità e di collaborazione, ove trovano risposte soddisfacenti le esigenze di divertimento per grandi e piccini. La cultura, diceva un filoso tedesco, è l’unico bene che diviso per tanti invece che diminuire aumenta, quindi anche la nostra, quella abruzzese, è un patrimonio da diffondere e difendere attraverso queste manifestazioni popolari invernali dedite allo sfottò, al divertimento. Una sorta di gioia collettiva in cui la creatività, esercitata attraverso la realizzazione di tanti carri allegorici, viene sviluppata in tutte le sue reali potenzialità.

Le origini carnevalesche sono di carattere rurale e risalgono, a grandi linee, verso metà febbraio epoca in cui sta per terminare l’inverno e si avvicina la bella stagione. Le prime rappresentazioni risalgono a 4000 anni fa e furono gli Egizi, fin dall’antica dinastia dei Faraoni, a realizzarle e pubblicizzarle . Esse erano articolate in feste, riti e manifestazioni in onore di Iside: dea della fertilità, dei campi e del rinnovamento della vita. Poi l’avvento delle nostre maschere storiche tra cui i romani Meo Patacca e Rugantino; il siciliano buon Pasquino; il veronese Facanappa; il variopinto Arlecchino i cui colori sembrava volessero impersonare tutti i guai che combinava; il famoso dottore bolognese Balanzone che si riteneva un grande dotto, ma in realtà era un ciarlatano e anche truffatore; Pulcinella, che con la sua simpatia tutta partenopea sosteneva essere stato covato da una chioccia come il pulcino da cui deriva il suo nome; la mitica Colombina, per non trascurare il gentil sesso, una servetta furba, allegra e molto loquace. Ma il Carnevale è sana allegria divertimento in cui, vigendo il principio della più assoluta libertà, tutto è concesso ed anche i comportamenti più strani e gli scherzi più assurdi si risolvono con uno smagliante sorriso in nome del famoso detto:”A Carnevale ogni scherzo vale”.

Nonostante i tanti momenti di totale allegria e divertimento il termine Carnevale sembra a tutt’oggi un mistero; alcuni credono derivi da “[i]carrus navalis[/i]” cioè dai carri a forma di navi usati a Roma nelle processioni di purificazione. Altri sostengono significhi “[i]carmem levare[/i]” ossia abolire la carne; anticamente indicava il banchetto d’addio che si teneva subito prima della Quaresima.

Intanto presso l’area del progetto Case di Bazzano si svolgerà la prima edizione di “Coriandoli in festa” una manifestazione carnevalesca ideata e realizzata da diverse realtà associative che da tempo collaborano alla ricostruzione del tessuto sociale e sportivo con particolare riguardo ai più piccoli. In alcuni Comuni dell’Alta Valle dell’Aterno, in un clima ricco di storia, tradizioni e umanità, ci si sta sta preparando alla sfilata di domenica 10 febbario. E’ uno scenario davvero suggestivo colorato oltre che dai carri, coriandoli e stelle filanti, dalla neve.

*lettore

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