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Avezzano ‘incubo’ dei postini

Toponomastica avezzanese nel mirino di Confagricoltura L’Aquila. Secondo l’associazione nella città marsicana la toponomastica è considerata un «optional», come dimostrato dai «continui ed incomprensibili cambi di denominazione (via Pertini ex via Cavour, via Pagani ex via Albense, via Palanza ex via delle Olimpiadi e così via)» e «dall’assurda denominazione imposta a vie a senso unico o chiuse nelle quali la prima parte della strada ha una denominazione, mentre la seconda un’altra (via Cerri, via Saragat; via F. Ruggeri, F Amorosi)».

«Nel 2010 – sottolinea il portavoce di Confagricoltura L’Aquila – abbiamo segnalato al Comune il problema che deriva dalla presenza, nello stesso quartiere, di due strade non collegate tra loro denominate via Macerine la prima, che incrocia via Martiri delle foibe, l’altra Via Camathias. Per altro, a detta di qualche portalettere, il fenomeno è ripetuto anche in altri quartieri e frazioni di Avezzano». «Di tutta risposta – denuncia l’associazione – nel 2011 il Comune ha provveduto ad attribuire la denominazione ad una di queste vie chiamando la prima parte di questa Via F. Ruggeri e la seconda via F Amorosi. Nel 2012 i residenti hanno appreso dai portalettere di non poter utilizzare le nuove denominazioni».

«La necessità di rendere pubblica questa protesta – prosegue Confagricoltura – nasce dalla latitanza dei responsabili nell’affrontare il problema segnalato più volte per iscritto e a voce. I disagi causati da questo modo di procedere sono innumerevoli e sono dovuti alla evoluzione del sistema distributivo della corrispondenza e delle merci acquistate on-line con corrieri privati; al fatto che non esiste più il portalettere di quartiere che conosceva tutto e tutti e consegnava la corrispondenza anche senza il numero civico, per non parlare poi dei manutentori a domicilio e delle assistenze mediche che non trovano i nostri recapiti neppure con il navigatore satellitare».

Per l’associazione occorre pertanto «arginare questa incivile deriva e applicare il buon senso senza andare incontro alle piccole richieste di modesti amministratori che trovano interessante lasciare ai posteri il segno della loro azione amministrativa con l’intitolazione di una strada a qualche ignoto, ritenuto illustre. Occorre evitare aggravi di costi e inutili adempimenti per modificare il domicilio di sudditi inermi costretti a cambiare l’indirizzo sulla interminabile sequela di documenti e carte varie».

«Gli amministratori e la burocrazia impiegatizia – conclude Confagricoltura – sono chiamati a dare risposte anche su problemi spiccioli e apparente banali».

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