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Droni per stanare i bracconieri

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Usare i droni, gli aerei senza pilota, per combattere il bracconaggio in Africa ed Asia. E’ questa l’iniziativa resa nota dal Wwf per combattere il commercio illegale di fauna selvatica attraverso l’utilizzo di questi nuovi ‘sorveglianti del cielo’, a salvaguardia della biodiversità.

L’iniziativa, che fa parte di un nuovo progetto [i]hi-tech[/i] da 5 milioni di dollari finanziato da Google, prevede entro la fine dell’anno l’invio di un velivolo senza pilota in un Paese asiatico o africano afflitto dalla caccia di frodo. L’annuncio del Paese prescelto avverrà nelle prossime settimane. Un analogo intervento sarà fatto poi entro il 2014 in un’altra zona.

Come riporta una nota dell’associazione ambientalista, il progetto si muove lungo tre direttrici: oltre ai veicoli aerei senza equipaggio, nei prossimi tre anni si ricorrerà anche a una tecnologia mobile per il monitoraggio degli animali e a dispositivi portatili per i ranger.

Droni sono già usati in Indonesia per la difesa degli orangutan e dovrebbero presto entrare in azione anche in Kenya, ma il progetto del Wwf intende potenziarne l’intervento e l’affidabilità.

Il modo interattivo in cui le tre tecnologie chiave verranno utilizzate è, secondo Allan Crawford – responsabile del [i]Wwf Google Technology Project[/i] – «senza precedenti». Il software e i droni, gestiti da ranger e polizia locale, potrebbero «rappresentare la distribuzione strategica più efficace, in modo da costruire uno scudo tra gli animali e i bracconieri».

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