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In difesa dei nostri amici sardi: Beretta, vattene

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La farsesca vicenda di Cagliari-Milan – che il 10 febbraio si dovrebbe giocare a Torino, ma, trattandosi di una farsa, il condizionale è d’obbligo – costituisce l’ennesima offesa ai sostenitori rososblù e alla gente della Sardegna.

In un Paese normale, il presidente della Lega, cioè dell’Ente che organizza il campionato di serie A, di fronte a questo scempio dei diritti dei tifosi e all’incapacità di garantire il regolare svolgimento del torneo, si sarebbe già dimesso. Siccome non siamo in un Paese normale, rimane al suo posto il presidente della Lega, dimessosi nel marzo 2011 annunciando che non si sarebbe più ricandidato e naturalmente rieletto nel gennaio 2013, grazie all’asse Galliani-Lotito e anche al fondamentale voto di Massimo Cellino, presidente del Cagliari, nominato consigliere di Lega. E’ la conferma: non siamo in un Paese normale.

Perchè questa tragicomica vicenda viene dopo Cagliari-Atalanta, giocata a porte chiuse grazie alla signorilità di Percassi e della società bergamasca; Cagliari-Roma, che non si è giocata per ragioni di ordine pubblico con il susseguente 0-3 a tavolino per i giallorossi; Cagliari-Juve che doveva disputarsi a Is Arenas, poi a Bari, poi a Parma, poi a Is Arenas e infine di nuovo a Parma, alla faccia dei 13 mila sardi che avevano acquistato il biglietto per seguire la gara nell’impianto di Is Arenas.

A noi e, soprattutto ai tifosi del Cagliari, non interessa sapere chi abbia ragione nella bega infinita fra Cellino, il Comune di Cagliari, il Comune di Quartu Sant’Elena, il Prefetto, il Questore, l’Osservatorio del Viminale, la Commissione di Vigilanza, eccetera eccetera.

A noi interessa capire come mai, se Is Arenas è stato agibile per Cagliari-Napoli, gara ben più a rischio di Cagliari-Milan, oggi Is Arenas non lo sia per la seconda partita. Come mai se l’Osservatorio del Viminale ha dato via libera all’impianto per Cagliari-Milan, un altro organismo dello Stato sull’isola l’abbia negato. Come mai questo gioco al massacro sulla pelle del Cagliari e dei suoi tifosi venga tollerato dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio. Come mai il massimo campionato del nostro Paese venga falsato in modo tanto urticante.

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