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’15 anni per mettere l’Italia in sicurezza’

Sono oltre 5 milioni gli italiani che si trovano ogni giorno in zone esposte al pericolo di frane e alluvioni. Il rischio idrogeologico riguarda 6.633 comuni (pari all’82%) che hanno aree sensibili. Questa la fotografia sullo stato della ‘fragilità’ del suolo scattata dalla conferenza nazionale nazionale sul rischio idrogeologico, oggi a Roma. La superficie critica si estende per oltre 29.500 kmq (9,8% del territorio). Tra le Regioni più esposte, Calabria, Umbria, Valle d’Aosta, Liguria e Toscana.

«Credo che in 15 anni con 2,5 miliardi all’anno il nostro Paese possa raggiungere l’obiettivo della messa in sicurezza del territorio», ha spiegato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini nel corso della conferenza nazionale sul rischio idrogeologico.

Il piano della messa in sicurezza dell’Italia, ha aggiunto Clini, é «un pezzo importante del piano sui cambiamenti climatici, presentato al Cipe il 21 dicembre». Le risorse per il Piano, ha ricordato il ministro, dovrebbero venire «dall’utilizzazione dei proventi di vendita dei permessi sulle emissioni; da una tassa di scopo sui carburanti che può garantire un’entrata fissa di circa 2 miliardi l’anno e che non è una tassa nuova, ma l’utilizzazione di una parte del prelievo che già esiste sulla benzina; dal credito di imposta per imprese che investono su territorio; e dal fondo rotativo contenuto nel dl Crescita per aziende verdi che assumono giovani».

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