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Teramo Lavoro, non è ancora detta l’ultima parola

Dopo le vicende che hanno interessato la Provincia di Teramo, relativamente al licenziamento dei dipendenti della società in house Teramo Lavoro e alle dimissioni dell’Amministratore unico Venanzio Cretarola, in una riunione tenutasi ieri pomeriggio, minoranza e sindacati hanno chiesto che alla società vengano riaffidati i servizi strumentali dell’ente.

A presenziare all’incontro, vi erano il presidente della provincia Catarra, l’assessore alle politiche del lavoro Eva Guardiani e i capigruppo di maggioranza e minoranza che hanno incontrato i lavoratori e i rappresentanti sindacali, Fabio Benintendi e Alberico Maccioni della Cisl e Monia Pecorale della Cgil.

Il presidente Catarra, che dopo le dimissioni dell’amministratore unico Venanzio Cretarola dovrà nominare i nuovi vertici societari, non ha escluso la possibilità che, anche attraverso un pronunciamento del Consiglio, la Teramo Lavoro possa riprendere la sua attività. Al proposito, egli afferma: «è una società sana, senza debiti e il suo obiettivo, oggi forse è più chiaro a tutti, è sempre stato quello di garantire servizi e livelli occupazionali.»

La minoranza, intanto, ha chiesto che si porti in Consiglio un atto di indirizzo per continuare a conferire i servizi strumentali alla Teramo Lavoro, nominando un dirigente alla guida della società senza alcun costo aggiuntivo. «Occorre riunire attorno ad un unico tavolo Regione, Provincia e sindacati perché ci sono nodi in questa vicenda che solo la Regione Abruzzo può sciogliere» ha affermato Renzo Di Sabatino del Pd.

Da una nota della provincia di Teramo, si evince che esistono ingenti risorse vantate dalla Provincia stessa nei confronti della Regione Abruzzo, in particolare quelle della programmazione del Fondo Sociale Europeo – sia vecchia che nuova – che del Governo, in merito ai trasferimenti erariali ancora spettanti all’Ente Provincia per gli anni 2012 e precedenti pari a euro 14.915.519). La Giunta ha quindi deliberato affinchè si proceda per le vie giudiziarie nei confronti del Governo per recuperare le somme dovute mentre si è in attesa di conoscere i tempi con i quali la Regione provvederà a trasferire quelle del Fondo sociale.

Oggi stesso sarà fatto un “interpello” formale ai dirigenti per la presentazione di candidature a ricoprire l’incarico di amministratore unico, che dovranno essere presentate entro domani pomeriggio.

«Faccio rilevare – afferma il presidente Catarra – che pur nella complessità della situazione, vengono al pettine molti nodi e fra questi quelli riguardanti gli obiettivi della società così come quelli relativi alle supposte procedure di stabilizzazione o assunzione dei precari storici della Provincia nel 2009, quando ci siamo insediati. Questa strada, che pure la Giunta aveva provato a perseguire,, ha sempre avuto il parere contrario dei dirigenti sulla base delle disposizioni legislative. Oggi tutti mi chiedono di mantenere la società in house riconoscendo che è lo strumento più adatto per garantire i servizi e per provare a salvaguardare la continuità di lavoro ai professionisti che da decenni a vario titolo collaborano con la Provincia. Se anche questo riconoscimento fosse arrivato prima magari ci saremmo risparmiati qualche problema di troppo» .

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