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‘Con legge Balduzzi denunce meno facili contro i medici ‘

«La Corte di Cassazione, pronunciandosi su un caso di presunta malasanità in Italia, ha confermato nei giorni scorsi ciò che, in un prestigioso summit svoltosi l’11 gennaio scorso all’Aquila giuristi e avvocati, messi attorno allo stesso tavolo da un’idea felice di medicina legale della Asl dell’Aquila diretta dalla dottoressa Patrizia Masciovecchio, aveva prefigurato: la riduzione del contenzioso penale per i presunti, crescenti casi di malasanità e quindi di responsabilità dei medici». A farlo presente, attraverso una nota, è la Asl dell’Aquila.

«In quel dibattito, svoltosi nella sede Ance, al Torrione, arricchito da figure di primo piano del panorama forense e medico-legale e promosso per sciogliere i dubbi interpretativi della recente legge Balduzzi sulla responsabilità dei medici – ricorda la Asl – autorevoli giuristi, l’ordine degli Avvocati e degli Odontoiatri e ovviamente gli stessi operatori sanitari, intuirono che la nuova legge avrebbe potuto introdurre una ‘frenata’ al numero di cause penali. Orientamento che ora la Cassazione ha consacrato dicendo, in sostanza, che in caso di colpa, il medico che sbaglia non subisce conseguenze penali se si attiene alle ‘buone pratiche’,vale a dire alle linee-guida della comunità internazionale».

«Nello specifico – prosegue la nota – la Cassazione ha annullato con rinvio la condanna per omicidio colposo di un chirurgo che, intervenendo su un’ernia al disco, aveva danneggiato dei vasi sanguigni, causando un’emorragia rivelatasi fatale per il paziente. Per l’alto giudice il chirurgo in questione si è mosso entro le ‘nuove regole’, e dunque nell’ambito delle indicazioni della comunità scientifica internazionale».

«E’ una sentenza – spiega la dottoressa Masciovecchio – che si muove esattamente nel solco di quell’analisi che, tramite l’articolato dibattito che organizzammo all’Aquila nel gennaio scorso, fu tracciata con avvocati, giuristi e magistrati. La decisione della Suprema Corte dà regole certe non solo ai medici, che conoscono ora con molta maggior esattezza il margine in cui possono operare, ma anche garanzie ai pazienti che, a loro volta, potranno ponderare meglio quando invocare in modo più concreto eventuali responsabilità degli operatori sanitari. Insomma, alla luce del provvedimento della Cassazione, si può più che ragionevolmente ipotizzare una diminuzione delle denunce penali e ciò, oltre a portare a un minor contezioso, non potrà che migliorare il rapporto tra la nostra categoria e gli utenti, con riflessi positivi di carattere generale».

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