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Crisi: vince la filosofia low cost

Gli italiani comprano low cost. La conferma arriva da un Rapporto Eurispes, che ha descritto un’Italia che aspetta i saldi e cerca le offerte al supermercato. Ma non si tratta solo di questo: il [i]low cost[/i] tocca anche i funerali. I tempi sono durissimi e con la crisi si stringe la cinghia. La ‘filosofia’ low cost, un tempo appannaggio quasi esclusivo di viaggi e vacanze, ha ormai invaso campi inusuali, dall’avvocato ai prodotti per il bebè, dal dentista all’ufficio stampa, dall’architetto per arrivare fino ai funerali.

«Avviare uno studio di architetti low cost – dice Daniele Bonazzi, fondatore un anno e mezzo fa e conduttore insieme a tre colleghi di archiettolowcost.eu – ci sembrava un’esigenza del mercato e i fatti ci hanno dato ragione». Le consulenze offerte dal team, che ha sede a Bergamo, hanno un prezzo fisso: 50 euro a stanza e ovviamente tutto può essere fatto on line.

«Quando si parla di edilizia e di casa, che poi è il vero patrimonio di ogni italiano, c’è spesso bisogno – aggiunge Bonazzi – di ricorrere a un professionista, se non altro per avere un’idea di quello che si può o non si può fare: abbattere un muro, allargare una stanza o ricavare un altro vano. Esigenze molto diffuse, basti pensare al classico caso di un figlio o di una figlia che tornano a vivere a casa dopo la separazione dal coniuge. Ma spesso andare da un architetto o un ingegnere sembra troppo, in relazione a un’esigenza che appare piccola. Il professionista in Italia è visto ancora troppo ‘lontano’ dai bisogni delle persone e oltretutto c’è sempre la paura di un conto salato».

Anche nel campo giuridico, altra materia vasta e complessa, sembra prendere piede il basso costo. Nata dall’esperienza dello ‘Studio Legale su strada’, la rete A.L. Assistenza Legale, è una realta’ presente in molte zone d’Italia e costituisce una sorta di pronto soccorso legale ‘low cost’. Lo scopo, anche qui, è di avvicinare l’avvocato e l’assistenza legale il più possibile alla gente, eliminando ogni tipo di barriera e rispondendo alle domande della clientela anche senza appuntamento.

Anche la comunicazione si adegua: nasce l”ufficio stampa essenziale’, rivolto soprattutto al mondo del volontariato e del Terzo settore, come basicterzosettore.it, che offre comunicati stampa, profili d’impresa o realizzazione di siti a prezzi contenuti (da 150 euro).

Per le future (o neo) mamme arriva addirittura il ‘bebe’ a costo zero’. Giorgia Cozza, giornalista comasca, ha infatti riunito in un libro tutti i consigli per evitare inutili spese e districarsi tra gli acquisti di culle, carrozzine, ciucci, pannolini, omogeneizzati, distinguendo le reali esigenze di mamma e bebè dai bisogni indotti, creati ad arte dalla pubblicità. Il risultato è una serie di spunti e suggerimenti pratici per salvarsi dalla trappola del ‘caro-bebè’ e risparmiare diverse migliaia di euro.

Quando poi il bambino cresce, anche la [i]baby sitter[/i] può essere [i]low cost[/i], rivolgendosi a una ‘tagesmutter’, ossia a una ‘mamma di giorno’. L’iniziativa, che si è sviluppata in Italia a partire dalla provincia di Trento, ed è promossa nel nostro Paese dall’associazione DoMuS (tagesmutter-domus.com) attraverso una rete di cooperative e associazioni di ‘Tagesmutter/Madri di giorno’, offre un servizio complementare al tradizionale nido d’infanzia. Offre la possibilità alle famiglie di affidare i propri figli, in modo stabile e continuativo, a operatori qualificati dotati dei requisiti e della formazione necessari all’educazione e alla cura dei bimbi, risparmiando molto sui costi del servizio.

“Perché piangere due volte?”, era, invece, qualche tempo fa, lo slogan pubblicitario di una nota impresa funebre della capitale, che alludeva agli alti costi in cui si può incappare per le esequie di un proprio caro. E allora meglio sapere prima a cosa si va incontro. Il funerale low cost ha un prezzo di 1.390 euro, ed è molto ‘basic’: auto, feretro (tre i tipi proposti) e un cuscino di fiori. C’è tutto, alla fine.

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