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‘All’ombra dei cipressi. . .’

“All’ombra dei cipressi…”, così inizia un famoso Carme, “I sepolcri”, di Ugo Foscolo. Chi non l’ha studiato, a scuola? Chi non ricorda la malinconia di quei versi, e il senso dell’importanza della memoria, del ricordo, e dei luoghi sacri, i Cimiteri, che consentono ai vivi di rinnovare quegli affetti?

Luoghi che rappresentano il senso di continuità di una comunità, e che da sempre sono circondati di riti e di simboli, tra i quali proprio questo, con il quale il Poeta sceglie di aprire il suo canto: i cipressi.

Abbiamo letto l’avviso che i cipressi del Cimitero di Anversa degli Abruzzi dovranno subire un intervento di “sistemazione delle chiome”, senza che ne sia specificata la motivazione, tuttavia è noto che in area di rispetto cimiteriale è recentemente spuntato un impianto fotovoltaico, ed è altrettanto noto il detto attribuito ad Antonio Cederna, per cui “non si è mai visto un albero che investe un automobilista”.

Non è solo la nostalgia, a farci chiedere di non voler mutilare e recidere il segno della memoria e della continuità. In quei cipressi c’è un pezzo di storia e di memoria, la storia di chi li ha piantati, la memoria di tante generazioni che sotto quegli alberi si sono rinnovate, ritrovando anche nei loro defunti il senso di una identità e di una continuità.

Senza polemica, ci si consenta allora di offrire alloggio agli alberi in via di decurtazione, perchè rimanga intatto questo pezzo di storia, pur se trasferito (chissà, forse solo temporaneamente) altrove: ci offriamo pertanto di alloggiare sui nostri terreni i cipressi che dovranno subire le mutilazioni, lasciandoli così intatti, come segno di rispetto verso le generazioni che ci hanno preceduto e di speranza e riflessione per quelle che ci seguiranno.

Nunzio Marcelli

Elettra Rinaldi

due cittadini di Anversa, preoccupati per il futuro dei nostri borghi rurali

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