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L’Aquila, Super Mario sfida ancora il capoluogo

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di Alessia Lombardo

Accompagnato da una scia di stelle luminose Super Mario è tornato. Il ‘Regno dei Fughi’ alias L’Aquila è troppo stimolante per il supereroe baffuto. Accompagnato dal fido Luigi, sempre più affascinato dagli abitanti del regno quantomai forti e gentili, i due hanno lasciato a casa la principessa Peach. Consapevole di non poter coltivare la propria passione per la neve, la bella Peach ha preferito rinunciare al contentino seggiovia-lumaca, ma il ‘no’ alla trasferta piena di insidie è arrivato dopo aver udito le finte risate di una malvagia signora accompagnata nel giro di pochi giorni da un mostruoso episodio di cronaca nera. Tenace, esuberante e amante dell’avventura Mario, sopra il cavallo Yoshi verde, è tornato per conquistare nuovi quadri, sempre più criptici. Con la sola certezza che il caos continua a dominare assoluto, sotto i buffi baffi neri tenta di nascondere il Super Mario pensiero, ma la nuvoletta lo tradisce. «Qui non esistono né bonus né vite extra, ma io gioco comunque!».

Testardo al punto che per arrivare nel ‘Regno dei funghi’, nonostante l’allerta neve, ha dovuto attendere ore e ore prima di uscire dal casello. Dura la vita dei supereroi sì sa, ma dentro le mura il livello di difficoltà aumenta. Cinque nuovi quadri lo aspettano e cinque sono le vite che il baffuto con la salopette blu ha a disposizione. Giusto il tempo di salutare qualche amico rimasto, alcuni sono andati via abbassando le saracinesche dei propri negozi, e di sfidare il rigido clima con una bella scorpacciata di salumi e formaggi accompagnati da un buon vino.

Start!

Primo quadro: Mario non ha mai nascosto di amare il cuore del regno e ha organizzato una rimpatriata con alcuni amici rimasti, ma si trova alle prese con una banda di incappucciati che malmenano un giovane abitante del regno.

Secondo quadro: Luigi ama la musica e vorrebbe visitare un neonato auditorium della città. Una costruzione stupenda, colorata, moderna con un’acustica eccellente. Bisogna però rinunciare perché l’opera non è ultimata e soprattutto gode di rari permessi. Speciali, per pochi.

Terzo quadro: Mario si trova nel traffico paralizzato lungo un noto viale del Regno. È un giorno feriale e stanno rimuovendo pali e cavi della metro di superficie, mai partita. Eppure la Principessa Peach l’aveva avvertito «lì ci sono bei negozi, ma attento alle multe e al traffico».

Quarto quadro: Mario vorrebbe godersi assieme a Luigi una cena da un caro amico (estremamente triste per il salasso delle bollette) che abita in una delle piastre del Progeto C.a.s.e. Una domanda tormenta i tre: l’abitazione poggerà su un isolatore sismico difettoso?

Quinto quadro: Mario e Luigi, rammaricati per i racconti appena uditi sull’abusivismo record dell’epifania, tornano nel cuore del regno. Ma stavolta passano lungo un ponte, non troppo sicuro. Un semaforo impone il senso unico alternato (anche se la via è stata riaperta recentemente al doppio senso). Un fungo malefico attraversa la strada appena scatta il verde:l’auto non riesce a schivarlo.

Game over.

Accompagnati dalla musica della fine dei giochi i due hanno reazioni differenti.

Mario non demorde. «Tornerò a giocare. Il caos non mi impaurisce», si apre la nuvoletta.

Luigi stanco e deluso ha un grande interrogativo. «Con l’inizio della grande ricostruzione del regno finiranno tutti i problemi?».

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