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Farmacie comunali, buono il bilancio del 2012

di Marianna Gianforte

Da lunedì 4 febbraio la farmacia comunale del Torrione seguirà un orario no-stop dalle 8 alle 20. Dodici ore di apertura al pubblico in via sperimentale per alcuni mesi e in prospettiva in via definitiva, scelta che ha fatto seguito ai risultati positivi conseguiti dalla farmacia comunale di Pettino, in via Leonardo Da Vinci, dove sei mesi fa è cominciata la sperimentazione delle 12 ore di apertura. Ad annunciare la novità sono stati questa mattina il sindaco Massimo Cialente e il presidente dell’Afm (Azienda farmaceutica municipale), Giorgio Masciocchi.

La farmacia comunale del Torrione è la più “veccia” della città: fu aperta nel 1976 ed è un’istituzione per gli aquilani, poi danneggiata dal sisma del 2009. I sei mesi di sperimentazione di apertura no-stop della farmacia di Pettino ha portato a incassare 160mila euro in più al mese, e ora si spera di replicare con quella del Torrione.

Un fatto positivo, dopo la flessione che il fatturato delle farmacie comunali ha subìto nel post-sisma: «Abbiamo fatto un grande lavoro per arrivare al pareggio del bilancio – ha spiegato Masciocchi – chiudendo con 9 milioni di euro nel 2012 e dopo una perdita di 300mila euro nel post-sisma», dovuta al fatto che «non c’erano gli aquilani», ha sottolineato il sindaco.

Anche sul magazzino è stato fatto un grande lavoro di razionalizzazione dopo le polemiche degli anni scorsi legate all’opportunità economica per la città di gestire un magazzino dell’Afm. «Ora – ha aggiunto il presidente dell’Azienda – abbiamo avviato un monitoraggio del magazzino, che durerà un anno, e che ci porterà a capire quali sono i benefici dell’acquisto dei farmaci. Tra un anno avremo con certezza il peso dell’opportunità economica per il Comune di gestire anche il magazzino farmaceutico, anche in considerazione dei farmaci e dei prodotti di cui la città ha bisogno. Ad esempio sappiamo che la farmacia comunale di Pettino è un punto di riferimento importante per i malati di celiachia».

Sono in tutto 8 le farmacie comunali aquilane, per un totale di 32 dipendenti a tempo indeterminato e part-time. Tutte le farmacie hanno fatturati positivi, eccetto quella di Castel di Ieri, che chiude costantemente in rosso e forse verrà chiusa, come ha lasciato intendere Cialente. Ma per una che chiude un’altra farmacia comunale apre. «Stiamo cercando di trovare una collocazione per una nuova apertura a piazza Italia, dove andrà quella di Santanza, attualmente nel [i]container[/i] al piazzale del Carrefour di via Vicentini». Funziona bene anche la farmacia di Avezzano.

Cialente ha fugato ogni dubbio su un paventato pericolo di privatizzazione delle farmacie comunali. «Privatizzazioni? Non se ne parla – ha detto – le farmacie comunali sono un patrimonio della città».

Nell’incontro avuto ieri a Roma con il ministero dell’Economia e delle finanze e i rappresentanti dell’Anci, il sindaco ha sottolineato la necessità, per le imprese dell’Aquila, «di non restituire i contributi», e ha portato ad esempio proprio la flessione di fatturato avuta dalle farmacie del Comune dopo il terremoto.

Ora il presidente dell’Afm e il Comune stanno cercando la strada giusta per aprire anche nuove farmacie, che, tenendo conto della normativa, sorgeranno presumibilmente in qualche centro commerciale. Secondo Cialente, intanto, la priorità è spostare la farmacia dal piazzale del Carrefour, in quanto «via Vicentini per effetto della modifica della viabilità nella zona di piazza d’Armi avrà una riduzione del 30% del traffico automobilistico». Il che significa clienti in meno.

Razionalizzare le spese e le risorse relative alle farmacie comunali sì, assumere per ora no. Questa resta intanto la parola d’ordine per l’amministrazione. «Per le assunzioni abbiamo un blocco – sottolinea Cialente – se facciamo la somma dei dipendenti del Comune e delle aziende municipalizzate (476 dipendenti in tutto) arriviamo al tetto del 50% del bilancio comunale, che per legge non può essere superato».

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