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Allarme in Garfagnana, siamo alle solite

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di Alessia Lombardo

Un allarme quello in Garfagnana che non poteva passare inosservato per gli aquilani. Tutto nasce con un tweet (per nulla democratico) del Comune di Castelnuovo Garfagna che alle 22.19 di ieri sera, dopo una sequenza sismica in corso da giorni, ha dato il là alle preoccupazioni della popolazione del luogo. Ad onor del vero l’Ingv, come testimoniato da un file audio registrato dal sismologo di turno Gianluca Valensise, alle prese con i canonici aggiornamenti quotidiani alla Protezione civile, aveva comunicato tra le 8 e le 9 di ieri mattina, che la sequenza sismica stava modificandosi verso sud-ovest con spostamento degli epicentri.

«Nel comunicato – spiega il sismologo – abbiamo rimarcato il fatto che la sequenza stesse modificandosi verso sud-ovest con spostamento degli epicentri. Informazioni che la Protezione civile ha rilasciato agli enti locali. Difficile capire quello che è successo: i nostri comunicati sono stati inviati tra le 8 e 9 di ieri mattina, ci sono poi 12 ore prima che si innescasse tutto quello che abbiamo visto. E’chiaro che si è alimentato un ciclo di preoccupazione e proprie responsabilità, purtroppo il risultato è quello che abbiamo visto».

Preoccupazione, responsabilità, siamo alle solite. All’indomani alcune riflessioni coinvolgono naturalmente gli abitanti del capoluogo abruzzese e non solo. La sentenza grandi rischi incomincia a irradiare i primi effetti e non si tratta di quelli giudiziari. Un giudizio che, a quanto pare, tende a consolidare una posizione molto pericolosa: nessuno si prende più le responsabilità che deve e la corsa a spiegare l’accaduto è doverosa.

Posto che i terremoti non possono essere prevedibili, così come non prevedibili, ci si chiede quante notti quelle persone dormiranno fuori casa precauzionalmente.

Esistono altri modi per prevenire gli effetti dei movimenti tellurici che giornalmente coinvolgono la nostra penisola da Nord a Sud. L’Italia è sismica e occorrerebbe più che dissociarsi da tutto cercare di mettere in sicurezza scuole, Chiese e in generale edifici, investendo risorse anche se siamo in un grave momento di crisi economica.

La proiezione sulle reazioni aquilane dopo la notte movimentata in Garfagnana non può che arrivare dal social network Facebook, ormai rifugio post-sisma di emozioni e sensazioni. C’è chi condivide le foto del capo della Protezione civile Franco Gabrielli, che elogia i sindaci per come si sono comportati e chi da il là al dibattito sulla notte passata fuori; c’è pure chi si affida alla mera pubblicazione di articoli sull’accaduto.

Un cittadino tuona:«Non si mette in sicurezza in 10 minuti».

Con il post «Più la paura di andare in galera che la responsabilità umana di perdere vite umane. Tutto da rifare» un aquilano riceve molti ‘like’ dal popolo del web e alcune condivisioni. C’è anche chi non le manda a dire: «Meglio una notte in strada a farsi dare del pazzo che sotto le macerie», ottenendo altrettanti ‘mi piace’.

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