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C.a.s.e., diritto di replica

Gent.ma Redazione

Siamo gli ex-collaboratori dell’ufficio C.A.S.E. e M.A.P. addetti alla gestione amministrativa delle pratiche relative agli alloggi ed assunti in base all’ordinanza 3881 del 2010, scriviamo la presente a seguito dell’articolo pubblicato nei giorni scorsi sulla Vostra testata che faceva riferimento alla impossibilità da parte degli operatori dell’ufficio Assistenza alla Popolazione di evadere le pratiche; avendo rilevato delle inesattezze nelle affermazioni dell’Assessore Pelini abbiamo sentito la necessità di esprimere il nostro pensiero e di divulgarlo a mezzo stampa alla popolazione poiché dalle righe traspare un quadro poco coerente con la realtà. Da luglio 2010 ci siamo occupati delle pratiche relative ai nuovi contratti, spostamenti e variazioni anagrafiche degli assegnatari degli alloggi C.A.S.E., e da gennaio 2012 anche di quelle relative a i M.A.P. con tutti gli adempimenti del caso, informatizzando tutti i dati, per avere un più agevole riscontro ed una maggiore trasparenza.

Richiamiamo l’attenzione sul fatto che i nostri contratti sono scaduti il 31/12/2012 e a differenza di altri collaboratori e dipendenti, ritenuti indispensabili al prosieguo delle attività dell’amministrazione, non sono stati rinnovati, di fatto lasciando scoperto un settore cruciale come quello della gestione C.A.S.E. e M.A.P.; perché lamentarsi oggi della mancanza di personale? Ben altra soluzione è stata adottata per il settore sociale e per il settore urbanistica del comune dell’Aquila, perché solo oggi sta emergendo questa necessità? Non era possibile prevedere un tale stato e magari prevenirlo? Le risposte che ci sono state date sono state troppo evasive e secondo noi non rispecchiano affatto le nostre aspettative.

Ribadiamo che già solamente con un’assegnazione di tutti gli appartamenti liberi a coloro i quali ne hanno fatto richiesta, porterebbe ad un risparmio di denaro pubblico che avrebbe potuto essere investito nei nostri contratti che, oltre a mantenere l’occupazione lavorativa di cittadini aquilani, sarebbe servito per fornire alla cittadinanza un servizio migliore rispetto a quello ottenibile ad oggi anche con l’ausilio di figure provenienti dal “concorsone”. Parliamo di dati: ipotizzando 200 alloggi non assegnati , altrettante famiglie in attesa di casa che percepiscono il CAS, immaginando una spesa media di 500 € a famiglia a carico dello stato, i conti sono presto fatti, sono 100.000,00 € di CAS al mese, cifra ben superiore a quella necessaria per mantenere i nostri contratti in essere.

La presente è solo per perorare la nostra causa, non vogliamo fare del vittimismo ma ci sentiamo abbandonati dall’amministrazione con la quale abbiamo collaborato per due anni e mezzo.

Ex Collaboratori Assistenza alla Popolazione
Progetto C.A.S.E. e M.A.P

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