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L’Aquila, 36mila euro per lavoro e partecipazione

Due progetti promossi dal Comune dell’Aquila, riguardanti le politiche del lavoro e le pratiche partecipative, sono stati finanziati dall’Unione europea per complessivi 36mila euro. Lo ha reso noto l’assessore al Lavoro e alla Partecipazione Fabio Pelini.

«L’Unione europea – ha spiegato Pelini – offre moltissime opportunità che vanno colte al meglio. È quanto il Comune dell’Aquila si è proposto di fare attraverso la promozione e la partecipazione a questi progetti. Il primo, relativo a “[i]Giovani e partecipazione[/i]”, sarà rivolto a ragazzi dai 18 ai 30 anni e avrà la finalità di promuovere politiche e azioni concrete di partecipazione da parte dei giovani rispetto alla vita amministrativa, attraverso una serie di incontri pubblici, 5 per l’esattezza, che si svolgeranno a partire dal mese di febbraio. In particolare, nell’ambito e nell’ottica del bilancio partecipativo, si raccoglieranno proposte e opinioni per individuare le priorità riguardo all’impiego dei fondi per le opere pubbliche. Si tratta di un progetto aperto a tutti. Promuoveremo l’adesione attraverso incontri nelle scuole, tuttavia gli interessati potranno iscriversi anche rivolgendosi all’ufficio per la partecipazione, in via Rocco Carabba numero 6».

«Il secondo progetto – ha aggiunto Pelini – è invece relativo al “[i]Forum europeo per le diversità e l’interculturalità[/i]” e verrà effettuato in sinergia con 20 partner appartenenti ad altri 11 paesi membri dell’Unione europea. Lo scopo è quello di realizzare una rete che promuova il pluralismo e faccia da barriera contro qualunque tipo di discriminazione. Coinvolgeremo le città europee gemellate con L’Aquila e realizzeremo una rete aperta e solidale, anche nell’ottica di scambi interculturali. È previsto anche un meeting, che si svolgerà a Cognac, in Francia, dal 26 al 31 marzo».

«È importante – ha concluso Pelini – andare in questa direzione, ossia investire nella formazione in ambito europeo per i giovani, allo scopo di creare reali incentivi a fare impresa, sia a livello individuale che collettivo, perché per promuovere politiche efficaci nel mondo del lavoro non basta sostenere le vertenze in corso nel nostro territorio, occorre creare nuovi canali, più dinamici e aperti in termini di prospettive».

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