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Quando l’ ‘aquilana’ Rita Levi Montalcini consigliò rigore negli studi

di Amedeo Esposito

«Vedo con favore l’istituzione di corsi universitari in Biotecnologie, e mi auguro che dopo quelli che stiamo avviando negli atenei di Milano e L’Aquila, anche altre università li istituiscano per preparare i giovani a una delle più interessanti professioni. Abbiamo in Italia degli elementi giovani di primo ordine e anche delle buone industrie farmaceutiche, come quelle esistenti in questa città, che possono occuparli proficuamente».

Questo l’avvio di una lunga intervista che, nella nuova sala universitaria delle conferenze di palazzo Camponeschi, Rita Levi Montalcini, Premio Nobel per la medicina 1986, oggi compianta in tutto il mondo per la sua morte a 103 anni, rilasciò all’Ansa (e per essa a chi scrive – n.d.r.) il 16 dicembre 1987, in occasione dell’avvio nell’università dell’Aquila dei corsi di laurea in Biotecnologie mediche e farmaceutiche, da Lei e dall’allora rettore Giovanni Schippa caparbiamente voluti, sostenuti e attuati.

Seduta in prima fila, la Signora della scienza, elegante nel suo vestito, chiuso sul collo sottile, blu elettrico che esaltava già allora la sua testa bianca, aggiunse: «La validità delle iniziative prese all’Aquila e Milano è indubitabile per la preparazione di elementi di alta qualificazione». E qui, senza alcun velo nel suo dire, pur venticinque anni fa, proseguì: «Sia però il merito a decidere e non l’affiliazione all’uno o all’altro partito, o all’una o all’altra baronia universitaria. Queste iniziative devono essere mantenute libere da concezioni del passato che, purtroppo, hanno pesato gravemente sullo sviluppo universitario italiano e dell’Italia stessa. L’unica cosa che io spero è che la Biotecnologia tenga sempre molto presente l’importanza di una forte base biologica e del rigore degli studi di fisica, di matematica e di chimica senza la quale oggi non si può procedere. Sono sicura che dal punto di vista tecnologico avremo degli insegnamenti di alto livello, ma vorrei essere altrettanto sicura che saranno affiancati da quelli Biologici a base completa organicismica».

Rigore di studi che l’ateneo dell’Aquila – come gli altri – dovrebbero attuare in ogni insegnamento per il bene dei giovani e dell’Italia, a memoria perenne dell’”aquilana” Rita Levi Montalcini.