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Gran Sasso: l’Ustif impone Fontari-lumaca

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Il verbale dell’Ustif esiste e fa sicuramente luce sulla spinosa questione della sicurezza della seggiovia le Fontari.

Non si comprende per quale ragione i portabandiera della verità non l’abbiamo diffuso.

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Una cosa è chiara: la seggiovia è sicura in assenza di vento, per trasformarsi in un impianto lumaca se, sempre il vento, supera i 45 chilometri orari.

In quel caso, dovendo abbassare al velocità, a 3 metri al secondo per compiere l’intero tragitto della seggiovia ci vorranno ben 15 minuti contro i 5 metri al secondo e i 5 minuti attuali.

La firma sull’atto è del direttore di esercizio Dino Pignatelli che assume su di sé la responsabilità.

Per l’Ustif, invece la firma è dell’architetto Luigi Pignatelli. «Il sottoscritto, dichiara sotto la propria responsabilità che l’impianto è stato tenuto sotto costante controllo mediante l’esecuzione di tutte le verifiche e prove necessarie prescritte – scrive Dino Pignatelli – L’impianto corrisponde in tutte le sue caratteristiche al progetto approvato ed alle eventuali successive modifiche approvate».

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Il documento di 16 pagine presenta una serie di voci con i relativi coefficienti, poi si arriva alle prescrizioni, quelle per l’esercizio in corso sono le seguenti: «viene modificato il valore di allarme per il vento che da 55 viene portato a 45 chilometri orari, dopo il segnale di allarme la velocità dell’impianto non può superare i 3 metri al secondo. La seconda prescrizione è che deve essere aggiornato lo scadenziario delle attrezzature di soccorso».

Insomma questo significa che i giorni di chiusura dovuti al vento dovranno essere maggiori visto il coefficiente scende a 45 chilometri orari.

Sarà un caso, ma ieri la stazione è stata chiusa proprio a causa del vento.

Il verbale contiene poi una serie di prescrizioni per la prossima stagione: «la modifica della linea con l’installazione della rulliera a doppio effetto prevista sul sostegno 7, la sostituzione del tenditore idraulico, sul sostegno uno è necessario intervenire per rettificare l’allineamento dei rulli».

Il verbale conclude con queste parole: «In relazione a quanto precede si ritiene che l’impianto possa essere aperto al pubblico servizio subordinatamente all’osservanza delle norme vigenti ed alle eventuali prescrizioni soprascritte».

A prescindere dal vento comunque la stazione di Campo Imperatore in questi giorni è deserta: di qui le rassicurazioni del direttore d’esercizio Dino Pignatelli che in premessa sottolinea di non essere un dipendete Sacmif, ma un libero professionista.

Il direttore invita tutti gli sciatori a frequentare la stazione perché non ci sono pericoli e mette in guardia minacciando querele tutti coloro che diffondono notizie allarmanti. «ho il dovere e l’obbligo di rispondere per tutelare la mia professionalità – dice – messa in discussione e per tranquillizzare i fruitori degli impianti circa la perfetta regolarità dell’esercizio». 

«Il documento citato quale segnale di pericolo per l’utilizzo degli impianti – si riferisce all’atto diffuso da Giorgio de Matteis – è il Verbale che sancisce l’esito positivo delle prove tecniche effettuate dall’Ustif». A. Cal.

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