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Antrosano: presepi, arti e mestieri

di Gioia Chiostri

Ieri pomeriggio ha avuto luogo la [i]XVII edizione[/i] del “Presepe delle scuole in un’atmosfera antica”, la tradizionale rievocazione del passato storico della conosciuta frazione avezzanese di Antrosano: tanta gente per un sabato diverso, trascorso nell’attesa del magico primo del 2013.

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La manifestazione, organizzata dall’Associazione Culturale Antrosano, ha aperto le porte del paese ai visitatori sin dalle ore 17 del pomeriggio, e si è protratta fino a tarda serata. Arti e mestieri rievocati in grande stile, con corredo di abiti tipici, tipici strumenti da lavoro, e tipiche “officine” entro le quali, un tempo, prendevano vita i prodotti artigianali.

Anche il presepe, però, stella cometa di ogni Natale che si rispetti, è stato rievocato nella rappresentazione antrosanese. Ogni scuola della Marsica, da quelle primarie a quelle di secondo grado, ha regalato alla manifestazione una propria creazione rivisitata del Presepe sacro classico: un grande successo per piccoli artisti.

I principali mestieri rappresentati sono stati quelli tipicamente contadini, come la battitura e conciatura del grano, e quelli artigiani, come la figura del maniscalco, quella del fabbricatore di cesti, l’impagliatore di sedie, l’arrotino e il barbiere.

Anche il buon cibo tradizionale l’ha fatta da padrone nella rievocazione d’Antrosano: deliziose le frittelle di pasta di pane, ammassate, come si usava un tempo, dalle donne del paese.

«Noi siamo un gruppo che fa capo all’Associazione dei Mestieri, e con questa manifestazione culturale, vogliamo far conoscere ai giovani le gioie dell’antico lavoro dell’artigiano – ha spiegato un abitante del luogo, artigiano appunto di professione, Guglielmo – il nostro obiettivo è quello di poter riproporre gli antichi mestieri, rivivendoli però attraverso le nuove tecnologie, come il computer. Oggi non si trovano più questi prodotti scolpiti tutti a mano, ed è una grave perdita».

Francesco di Stefano, Stefano Coco: tutti nomi di artigiani del luogo, che per l’occasione hanno utilizzato arnesi da lavoro risalenti al ‘900.

Una corrente di altri tempi quella che ieri ha invaso il centro storico d’Antrosano: vecchie tradizioni riproposte a giovani menti. Chissà che questo connubio un giorno non darà qualche soddisfacente risultato.

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