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Gran Sasso: Pignatelli, ‘Fontari sicure’

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Il direttore d’esercizio degli impianti del Gran Sasso Pignatelli inivita tutti gli sciatori a frequentare la stazione.

In risposta ai dubbi sulla sicurezza riguardo i controlli sollevati ieri da De Matteis Pignatelli rassicura gli utenti sostenendo che l’«insinuazione è talmente grave da mettere a rischio la sopravvivenza della stazione di sci intera».

Il direttore d’esercizio chiarisce la propria posizione sottolineando l’ok della Regione per la riapertura delle Fontari.

Riportiamo integralmente la lettera.

Leggo e sento sui media, di ogni tipologia di diffusione, notizie allarmanti e tendenti allo scoop che riportano pezzi di documenti, parti di discorsi, nei quali si evince che gli impianti del Gran Sasso sono stati aperti in spregio alla sicurezza che invece tali impianti hanno l’obbligo di rispettare. La polemica è sicuramente politica ma avendo chiamato in causa pesantemente “la sicurezza ” ho il dovere e l’obbligo di rispondere per tutelare la mia professionalità messa in discussione e per tranquillizzare i fruitori degli impianti circa la perfetta regolarità dell’esercizio.

Innanzi tutto preciso che non sono dipendente della ditta SACMIF o della CAMPO FELICE, come riportato in alcune esternazioni di qualche personaggio che risvegliatosi dal torpore festivo ha pensato bene di far sentire che esiste con affermazioni fantasiose; il Direttore d’Esercizio non è dipendente di nessuno, svolge una funzione di controllo sulla regolarità dell’esercizio, è un onere a carico del committente (non assunto) ma risponde direttamente al Ministero (USTIF, divenuto in zona ormai conosciuto e famoso come lo SPREAD) circa la regolarità dell’esercizio avendone pertanto piena ed assoluta responsabilità; rappresenta l’Azienda nei confronti degli enti preposti alla vigilanza ed al controllo e predispone gli atti per l’esecuzione di tutte le incombenze relative alla corretta gestione degli impianti.

Ritengo di svolgere il mio ruolo di garante della sicurezza dell’esercizio in alcune delle stazioni più frequentate d’Abruzzo (Ovindoli, Campo Felice, Scanno oltre al Gran Sasso) con piena soddisfazione dei gestori e con rapporti di proficua collaborazione con gli enti di vigilanza e controllo; il ruolo del D.E. comune a stazioni limitrofe è un fatto dimostratosi positivo e non deleterio ed inquinante come sostenuto dagli “estimatori” del Gran Sasso nei loro lenzuoli.

Chiarito il ruolo del Direttore d’esercizio, pensare che possa parteggiare per una o un’altra stazione è talmente ridicolo che non merita risposta; devo invece ringraziare la ditta SACMIF (che ha partecipato ad una regolare gara d’appalto) per la capacità e per la disponibilità dimostrata recuperando il materiale necessario per le sostituzioni in un periodo in cui la chiusura delle ditte non consentiva approvvigionamenti. Tanto per citare il più evidente nel giorno di Natale, sottolineo nel giorno di Natale, un dipendente della ditta SACMIF ha raggiunto a Vicenza la sede della E.E.I., che dispone di un servizio assistenza anche festivo, per reperire una scheda elettronica che dava problemi.

Tornando quindi all’ultima “notizia clamorosa” relativa all’apertura della seggiovia delle Fontari ovvero all’apertura della stessa senza la necessaria sicurezza, mi corre l’obbligo di ribellarmi a tale mistificazione della verità in quanto l’insinuazione è talmente grave da mettere a rischio la sopravvivenza della stazione di sci intera. Infatti insinuare un tale dubbio tra gli utenti significa far perdere la tranquillità a chi, sfidando le difficoltà atmosferiche proprie del Gran Sasso, ne consente con il proprio contributo economico la sopravvivenza.

Il documento citato quale segnale di pericolo per l’utilizzo degli impianti, (che ritengo sia stato trafugato illegalmente ma essendo pubblico non vi sono problemi sulla diffusione ve ne sono invece sulle modalità di acquisizione avendone una sola copia in un cassetto riservato) è il Verbale che sancisce l’esito positivo delle prove tecniche effettuate dall’USTIF e, fatte salve le riserve di rito, comunica come da prassi che per aprire l’impianto al pubblico occorre il Nulla Osta della Regione. Evidentemente nel trafugare il documento non è stato trafugato il successivo (era in un altro cassetto) che è proprio l’autorizzazione rilasciata dalla Regione ,allegata , che consente l’esercizio pubblico dell’impianto essendo conforme la documentazione presentata ed essendo state svolte con esito positivo le prove tecniche come risulta appunto dal verbale USTIF:

Io ritengo di aver dato la mia disponibilità, di tempo e di professionalità, solo ed esclusivamente per contribuire a consentire la sopravvivenza del Gran Sasso, montagna che amo profondamente e dove ogni pietra mi ricorda un tratto di vita vissuta fra quelle vette.

Amore che in questo frangente non mi è stato ricambiato visto come sono stato esposto ad attacchi da tutte le parti (striscioni, articoli ed interviste offensive ecc.), ho taciuto per evitare inutili polemiche ma adesso con la gravità delle ultime affermazioni circa la mancanza di sicurezza ritengo di non poter più tacere e per onore della verità e per consentire un tranquillo utilizzo degli impianti da ora in poi notizie tendenzione e illazioni non supportate da documentazione inoppugnabile verrà perseguita per le vie di legge a tutela del sottoscritto e delle società che spesso vengono impropriamente chiamate in causa.

Sono comunque a disposizione per chiarimenti relativi a tutta la vicenda senza però prestare il fianco a strumentalizzazioni politiche o ad interessi di parte e pertanto chi è interessato ad approfondire gli avvenimenti può senza dubbio porre le domande a cui verrà sicuramente risposto.

Ringrazio per l’attenzione e nell’augurare un buon anno a tutti invito gli sciatori a frequentare le nostre montagne senza timori o paure.

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