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I vigili aspettano la Befana

Organizzata dall’Associazione Ruote D’Epoca Aquilane, con il patrocinio del Comune di L’Aquila e dell’Automobil Club L’Aquila e in collaborazione con il Comando dei Vigili Urbani, il giorno 6 gennaio 2013 si svolgerà la seconda edizione della Befana del Vigile.

Dalle ore 10 in centro storico, Quattro Cantoni, verranno raccolti generi alimentari, giocattoli e abbigliamento che verranno poi donati a “Mensa di Celestino” e Orfanotrofio “Casa Famiglia dell’Immacolata Concezione”. Non verranno accettate donazioni di denaro.

Durante la mattinata l’Associazione Ruote D’Epoca Aquilane metterà a disposizione le sue auto per quanti vorranno effettuare un giro nel centro storico.

Alla manifestazione hanno aderito, tra gli altri, Confcommercio e Confesercenti L’Aquila, L’Aquila Calcio 1927, L’Aquila Rugby 1936, la Polisportiva L’Aquila Rugby, L’Aquila Basket, la Pro Loco di Roio, 99 sport sd.

«Sul finire degli anni ’50 del secolo scorso, in concomitanza del boom economico, prese piede e si affermo’ per alcuni anni una simpatica usanza legata alla festività della Befana. La generosa vecchietta, oltre che portare doni ai bimbi buoni, in quel periodo fu prodiga di doni anche per i Vigili Urbani dei nostri Comuni. La Befana del Vigile non ebbe, però, vita lunga. Nel giro di pochi anni, così come era apparsa, uscì di scena dal costume di vita nazionale senza una motivata spiegazione. Nel giorno dell’Epifania, nelle vie principali della nostre Città, il Vigile addetto alla regolamentazione manuale del traffico veicolare si trovava, dopo le prime ore della giornata, circondato da una pila di doni e regali offerti da commercianti, bottegai e semplici cittadini, dono preferito era il panettone, quello autentico di Milano. E poi il liquore bevuto da Ernesto Calindri “contro il logorio della vita moderna” e tanti altri prodotti che segnarono l’epoca dei tempi moderni. A manifestazione conclusa, i prodotti raccolti, venivano equamente divisi tra i componenti il Corpo dei Vigili e alcuni Istituti benefici cittadini. Oggi alcune fotografie in bianco e nero ci restituiscono il senso di quel rito, troppo presto cancellato per dimenticare un periodo, forse legato ancora ad una povertà dei decenni passati, che comunque andava fortunatamente diradandosi velocemente».

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