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Pulsoni: Marinelli fuori tempo e disinformato

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di Marcello Spimpolo

Le dichiarazioni del Presidente dell’Aquila Rugby Romano Marinelli rilasciate durante la conferenza stampa di venerdì scorso, suscitano la risposta piccata e puntuale del candidato aquilano alla presidenza del Comitato Regionale della Federugby.

Questo il comunicato di Pulsoni:

Il presidente Marinelli ha precisato che «il cambio in corsa» è stata una sua decisione: “Mi assumo io la responsabilità. Le cose sono state preparate male, stante la conta dei voti non c’era la possibilità di vincere e io volevo comunque un rappresentante della mia società nel comitato. Visto che il candidato aquilano era perdente non c’era altra scelta. Mi avrebbe fatto più piacere avere un aquilano alla presidenza, ma devo gestire una società e devo guardare agli interessi della stessa”.

Il presente comunicato integra una replica da parte mia alle dichiarazioni che precedono attribuite al Presidente dell’Aquila Rugby 1936 riportate da testate giornalistiche locali.

Tale replica risulta doverosa, ad onor del vero e per rispetto a quanti hanno lavorato sul progetto che Marinelli ha definito e hanno “messo la propria faccia” su un’iniziativa che nonostante non abbia avuto successo resta importante e significativa.

Premetto di non conoscere personalmente Romano Marinelli, in particolare oltre alla sua notorietà quale serio imprenditore cittadino, ignoro completamente il suo impegno concreto in relazione al rugby.

Sono sorpreso da quanto dichiarato dal Marinelli, in primis per lo scarso tempismo delle sue dichiarazioni (rilasciate a quasi un mese dall’assemblea elettiva), in secondo luogo perché la Società che rappresenta pur avendo partecipato in modo assiduo alle riunioni che hanno condotto all’individuazione della mia candidatura e all’elaborazione del programma, è stata quella che ha offerto meno spunti, restando quasi sempre ai margini della dialettica e individuando i propri candidati (Molina e Placidi) soltanto l’ultimo giorno disponibile per presentare le candidature – a meno di due ore dalla scadenza del termine -, in ultima analisi è stata l’unica ad aver il proprio percorso elettorale. Ricordo inoltre al presidente Marinelli che le riunioni che hanno portato all’individuazione di candidati e programma si sono svolte presso la sede della sua società, all’interno dello stadio Tommaso Fattori, e che mentre tutti i presenti erano mossi dal principio del rinnovamento, con l’obiettivo di individuare candidati giovani e capaci, la sola preoccupazione dei rappresentanti della sua società è stata quella di individuare il vicepresidente del comitato regionale.

La “spaccatura” che i dirigenti della 1936 hanno tanto voluto evitare era già stata creata nello scorso luglio, quando le società che hanno dato vita alla cordata a favore di Trombetta si sono riunite costituendo quello che è stato definito da loro stessi “il fronte anti aquilano”, senza invitare a partecipare nessuna delle società di L’Aquila, ad eccezione del CUS. Aggiungo che se non fosse stato per il sottoscritto, presente presso la segreteria del Comitato Regionale, che controllando la documentazione necessaria alla proposizione delle candidature e riscontrando la mancanza di alcuni documenti necessari, ha consentito ai candidati dell’Aquila 1936 di integrarla in tempo utile, costoro (Molina e Placidi) neanche sarebbero risultati effettivamente candidati.

Mi permetto altresì di evidenziare la circostanza (come mero dato aritmetico) per cui il candidato dell’Aquila 1936 sarebbe stato eletto a prescindere dalla posizione tenuta dalla società in relazione alle votazioni per l’elezione del presidente.

Mi chiedo infine quali sono gli interessi () della società L’Aquila Rugby 1936 connessi all’elezione del Presidente Trombetta.

Esprimo infine rammarico per questa ennesima levata di scudi a difesa di una posizione che personalmente trovo incomprensibile e per l’ennesima giustificazione di una scelta che ritengo essere controproducente per il movimento ma in particolare per l’immagine e la reputazione di una Società cui sono comunque legato sentimentalmente, se non altro quale tifoso.

Tanto dovevo.

Pietro Pulsoni

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Al di là delle singole prese di posizione, è chiaro che la vicenda è stata gestita male.

Probabilmente la società neroverde, dopo che a livello nazionale ha votato contro il neoeletto Presidente Gavazzi, non se l’è sentita di schierarsi di nuovo contro i vertici della Federugby ed ha cercato di recuperare in sede di Comitato Regionale.

Così facendo però, da un lato ha fatto sì che l’Avezzano sia di fatto il referente della FIR in regione,dall’altro si è inimicata tutte le altre società ( CUS, Gran Sasso, Paganica) del circondario aquilano e quelle emergenti ( Sambuceto, Tortoreto) della costa.

L’ennesima grana da risolvere lasciata in eredità alla nuova dirigenza.

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