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Giovani 2012: Dottor Why, Dottor chi?

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di Gioia Chiostri

È la moda del momento: non c’è serata senza gioco, non c’è ragazzo senza il proprio Dottore. Parliamo del Dottor Why, divertente gioco a premi che da un anno a questa parte sta letteralmente spopolando i mercoledì e venerdì sera.

Moda o mania che sia, l’architettura del Dottor Why, che si basa sul classico format del quiz televisivo, è stata messa in piedi e diffusa nei paesi d’Abruzzo da tre ragazzi fra i 20 e i 25 anni di età, Francesco Oddi, Francesco Ferrazza e Luca Franceschini, con il solo scopo di creare qualcosa di divertente ed evasivo da dare in pasto alle menti intraprendenti degli studenti.

Un grande risultato per ragazzi così giovani.

«Quella del Dr Why è stata un’idea nata per caso, commenta Francesco Ferrazza, io e Luca Franceschini ci trovavamo di fronte ad un’edicola nel centro di Avezzano e la noia e la mancanza di alternative ci hanno dato la spinta giusta. Abbiamo chiamato l’agenzia CREATIVA srl, responsabile del Dottor Why ed abbiamo preso tutte le informazioni di cui avevamo bisogno. Dopo circa un mese abbiamo acquistato tutta l’attrezzatura e il 1 Dicembre 2012 siamo partiti con la prima serata. Dopo più di un anno intero, il Dr Why ha smesso di essere un’idea ed è diventato uno stile di vita».

Eppure gli organizzatori non parlano di “successo”, ma di «riconoscimento per l’impegno che ci mettiamo ogni sera. Siamo partiti dalla città di Avezzano per approdare all’Aquila, dove il gioco a premi era già conosciuto, e, di fatti, siamo anche stati consigliati da chi prima di noi gestiva il Dottor Why. Eppure abbiamo dato al quiz quel qualcosa in più, immergendoci anima e corpo nel progetto, selezionando una per una tutte le domande e tutti i premi in palio».

Divertente e insolita l’organizzazione delle serate di gioco: «Sono previste tre manches di gioco, e un numero di domande che in realtà varia da partita a partita. Si parla di un minimo di 20 quesiti per arrivare ad un massimo di 40. È una sfida tavolo contro tavolo tra chi risponde più velocemente a domande di cultura generale. Interi gruppi di ragazzi si organizzano in squadre e cercano di dare il meglio ad ogni quiz; al di là della sfida, comunque, il Dottor Why è anche un modo per stare tra amici, anche se spesso sbagliare un risposta mette a rischio amicizie decennali, ovviamente rimanendo sullo scherzo!» – spiega uno degli organizzatori. Ogni squadra inoltre ha anche “l’arduo” compito di darsi un nome, e qui la fantasia veramente serpeggia: si va da nomi classici quali “I Soliti Idioti” (squadra più volte campionessa), a nomi davvero particolari come “Vattadurmì”, “Armanicomio”, o nomi che denunciano uno stato depressivo immanente (“Mai ‘Na Gioia”).

I premi vinti o da vincere sono davvero attraenti, come il primo premio (un soggiorno per sei persone) o anche il secondo, molto meno lusinghiero, ma davvero utile in determinate occasioni (un fustino di birra da 5 litri). Si vincono anche taglieri di pizza, percorsi benessere in S. P. A., tagli per capelli e anche buoni per tatuaggi.

Tutti e tre braccio e al contempo mente, a quanto pare; questi ragazzi si dicono molto solidali l’uno con l’altro ed esperti dell’amministrazione di gioco. «In tutto questo il PR Francesco Oddi ha ulteriormente agevolato le cose perché vive a L’Aquila e un referente sulla zona riesce a capire meglio le esigenze dei giocatori del Dr Why! Chiamatele coincidenze, chiamatelo destino: è stato un insieme di fattori che hanno portato alla formula giusta», spiega Francesco Ferrazza.

Eppure «Il Dr Why è un’attività che non ti consente di fare progetti a lungo termine, per quanto possiamo metterci impegno, sudore e fatica non si sa mai fino a quando possa durare. Noi ci auguriamo il più a lungo possibile, perché vedere un locale pieno di gente che aspetta solo che tu faccia partire il gioco è una soddisfazione troppo grande», affermano i tre ragazzi.

Grande voglia di creare, grande maestria, tutto ciò ha consentito al gioco di divenire il gioco per eccellenza delle serate aquilane ed avezzanesi. Comunque, ci tiene ad affermare Ferrazza: « Un grazie particolare va a tutti quelli che ogni volta scelgono di stare in nostra compagnia, di sentire la nostra voce e di sostenere il Dr. Why AVEZZANO, perché è grazie a loro che va avanti il nostro lavoro e la nostra voglia di fare. Il nostro obiettivo principale rimane tuttavia quello di lasciare un sorriso a tutti coloro che partecipano al quiz, ed è questo che ci ha portato ad avere confidenza con i fedelissimi, i quali ci dimostrano il loro affetto ogni serata, venendo a giocare sempre piu numerosi e sempre più agguerriti».

Per divertirsi serve veramente poco, e i ragazzi ci insegnano che la fantasia può davvero tutto, anche in tempi di crisi e imposte Torna_ alla Home]

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