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Di Stefano, l’agenda 2013 della ricostruzione

«Con il ripristino delle abitazioni danneggiate nelle periferie e il diminuire fisiologico della richiesta alloggiativa provvisoria, è preponderante la necessità di una rilettura attenta e complessiva del territorio e delle strategie di aria vasta che coinvolgano anche i Comuni del cratere sismico». A sottolinearlo è l’assessore comunale alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano.

«La ricostruzione – argomenta l’assessore – è stata ed è tuttora il nostro obiettivo prioritario dal punto di vista sociale, economico e politico. Ma non si può nascondere che le obbligate realizzazioni dei progetti Case, dei Map (e la relativa urbanizzazione delle aree) dei Musp, i moduli scolastici provvisori, delle abitazioni provvisorie costruite dai privati nella fase emergenziale e di quelle che ancora oggi ospitano le attività produttive, hanno certamente contribuito ad una forte alterazione degli equilibri territoriali. Il decreto Abruzzo, nato con l’emergenza, all’articolo 2 – comma 12 bis – indica la necessità che i Comuni provvedano alla ripianificazione del territorio che ricomprenda anche i moduli destinati ad uso durevole come sono definiti quelli delle aree Case».

«È chiaro anche – spiega Di Stefano – che abbiamo il compito di assolvere al nostro programma elettorale che prevede la redazione del nuovo Prg. La sollecitazione verso questa strada, effettuata dalle forze politiche e da un ultimo dal consigliere Piero Properzi con la presentazione di un complesso documento sull’iter da svolgere per il nuovo Prg, non coglie dunque l’amministrazione impreparata. Abbiamo valutato con interesse i contenuti tecnici dell’elaborato del consigliere quale apporto di collaborazione finalizzato al coinvolgimento dell’intero consiglio comunale. Ma alle emergenze e alle conseguenze del terremoto si aggiungono storiche e recenti priorità urbanistiche da portare a compimento come la normazione sulle aree a vincolo decaduto la variante di Acquasanta ed il recepimento della LR 49/2012 sul decreto sviluppo».

«La scansione dei tempi – prosegue l’assessore – é dettata tra ciò che si può fare subito e ciò che va rimandato alle analisi e alle scelte che dovranno compiersi con il nuovo Prg. In tal senso è stata elaborata una precisa strategia di approccio al tema, una prima “Agenda per la pianificazione del territorio” da svilupparsi nei prossimi anni di governo della città, nella convinzione che tale ambizioso obiettivo debba svilupparsi con il contributo dell’intero Consiglio comunale dove necessità ed aspettative diffuse si uniscano in un solo patto collettivo che trovi nel Consiglio stesso la condivisione necessaria per concretizzarne le scelte».

«L’agenda – spiega Di Stefano – affronta l’insieme delle riflessioni per la pianificazione a partire dal territorio vasto, oltre confini comunali, per riportare la comunità di tutta l’area, non solo quella aquilana, al centro di una strategia di sistema fondata sulla consapevolezza della forza contrattuale che si esprime attraverso l’unità della strategia. L’agenda si delinea su quattro principali obiettivi. Al primo punto la ricostruzione che é e resta l’esigenza primaria della comunità e il cui sviluppo, delineato nel Piano di Ricostruzione deve essere attuato. Segue la necessità di integrare il sistema delle conoscenze di base del territorio attraverso un Sistema geografico territoriale che consenta un dialogo diretto fra cittadini ed amministrazione; un luogo di scambio di informazioni una vera e propria rete che contenga tutte le informazioni territoriali esistenti. Poi la pianificazione ordinaria, sospesa con gli eventi sismici che non può essere trascurata e che comporterà la necessità di varianti contenute ed oggettive e necessarie per la ricostruzione e la ripresa socio economica. Infine il nuovo Prg inteso come strumento unico di composizione e sviluppo delle attività urbanistiche, uno strumento ordinatore delle politiche localizzative discendenti dal sisma, uno strumento che contenga il consumo del suolo e che tuteli le residue zone agricole e gli straordinari ambienti del sistema rurale».

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