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Juve senza limiti, Inter senza alibi

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I campionati di serie A sono due. C’è quello che la Juve gioca da sola, demolendo un record dopo l’altro (94 punti nell’anno solare 2012, uno in più della supersquadra 2005 allenata da Capello), facendo il vuoto alle proprie spalle. E c’è quello delle rivali che si battono per arrivare al secondo o al terzo posto: meglio secondo, così si va in Champions League senza passare dal turno preliminare.

La Juve è una squadra che non finisce mai e, Parma docet, pure se parte male e subisce il vantaggio del Cagliari, ha in corpo una tale fame di vittorie da riuscire a ribaltare il risultato. Anche grazie alla doppietta di Matri che, ultimamente, nella gerarchia offensiva di Conte era addirittura rotolato dietro Bendtner.

Tutto questo, nonostante il disastroso arbitraggio di Damato, capace di negare due rigori netti ai bianconeri. E lasciamo stare la vergogna di giocare davanti a 2800 spettatori in uno stadio frigorifero, con tanti saluti al Cagliari e ai 13 mila tifosi rossoblù che avevano acquistato il biglietto per seguire l’incontro a Is Arenas.

L’inverecondo balletto sulla sede della gara è il manifesto dell’ignavia e della disorganizzazione della Lega di A

che, non caso, manco riesce a nominare il successore delfantasma di Beretta.

Oggi, 8 punti dietro ai bianconeri c’è la Lazio di Petkovic, il debuttante assoluto in A che merita soltanto applausi: per i risultati ottenuti sinora, per l’umiltà con cui si è calato nei panni del neofita del calcio italiano e perchè, ottenendo in casa Samp la vittoria esterna che inseguiva da due mesi, la Lazio ha definitivamente ritrovato Hernanes, settimo centro stagionale e la convinzione di essere tornato insostituibile.

Al terzo posto è piombata la scintillante Fiorentina di Montella: passando a Palermo sotto il segno di Jovetic e Rodriguez, i viola hanno agganciato l’Inter e sono tornati sui livelli dell’età dell’oro di Prandelli. Le ambizioni europee dei toscani sono legittimate dalla qualità del loro gioco e dalla bravura del loro tecnico, ma anche, dalla disarmante pochezza dell’Inter, protagonista del fortunoso pareggio interno con il Genoa.

Stramaccioni paga i continui cambiamenti di modulo, il tridente che s’è spuntato, i sei infortunati del centrocampo, la squalifica di Guarin e, soprattutto, il masochistico caso Sneijder, ovvero come farsi del male e continuare a farsi del male. Lo vede anche un cieco che l’olandese serve come il pane a una squadra sconclusionata e arruffona, con il Genoa salvata da Cambiasso che aveva addirittura rischiato di non giocare. È inconcepibile che l’Inter paghi a Sneijder 500 mila euro al mese e non lo impieghi perchè non vuole prolungare il contatto sino al 2017 frazionando l’ingaggio su altri due anni.

Prima di rischiare la sconfitta con il Genoa, Stramaccioni aveva detto: «Abbiamo voglia di chiudere tante bocche».

Cominci a chiudere i buchi in difesa.Nelle ultime 7 gare di campionato, ha rimediato 2 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte. E dopo 18 partite, la Juve è a +9 sull’Inter. Come dice Moratti, sono troppi.

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