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Orgoglio Cagliari, gigante Agazzi

Dall’orgoglio di un grande Cagliari e dei suoi 41, irriducibili tifosi, entrati nel frigorifero Tardini insieme con gli altri 2.800 coraggiosi paganti bianconeri, è scaturita la più sofferta vittoria della Juve in questo campionato.

La capolista era favorita sulla carta, ma ha rischiato di essere clamorosamente dai sardi, nonostante questi ultimi abbiano giocato in dieci contro undici dal 20′ della ripresa. Nel finale, con 6 minuti di recupero, Agazzi è stato gigantesco quando ha strozzato in gola ad Asamoah l’urlo del gol, con quel guizzo incredibile sul colpo di testa ravvicinato del ghanese. Ci ha pensato Matri, implacabile ex, a punire la sua vecchia squadra, che avrebbe almeno meritato il pareggio.

Il presentimento di Conte alla vigilia è diventato realtà, nello squallore dello stadio deserto di Parma dove i rossoblù sono stati costretti a giocare dopo l’inverecondo balletto su Is Arenas. Naturalmente, a proposito della farsa che ha preceduto la scelta del teatro dell’incontro, non si hanno notizie né del presidente della Federcalcio né di quello della Lega di serie A, dimissionario da 1 anno e 9 mesi.

Il calcio italiano sarà anche quarto nel ranking Fifa, come pomposamente ricorda Abete a ogni pié sospinto, ma in nessuno dei più importanti (e anche meno importanti) campionati del mondo succede ciò che è successo in questi giorni riguardo lo stadio dei cagliaritani. Il trionfo della disorganizzazione, del pressappochismo, dello scaricabarile e, tutto questo, sulla pelle dei tifosi.

Conte aveva ammonito i suoi perchè non si sentissero già in vacanza appropinquandosi all’ultima gara dell’anno. Nel primo tempo, non è stato ascoltato per nulla. Nella ripresa, è andata un po’ meglio, ma la prima svolta alla gara è stata impressa dal rigore di Pinilla, che Damato aveva generosamente concesso per fallo di Vidal su Sau, su indicazione di Orsato giudice di porta.

In realtà, se c’era il penalty per i rossoblù, ci doveva essere anche quello per il fallo di Astori su Quagliarella, affondato in area. Ma, parafrasando Nicchi dopo la rielezione alla presidenza dell’Aia, il peggio doveva ancora venire.

Nelle ultime sei gare prima di Parma, il Cagliari aveva totalizzato 2 punti, frutto di 2 pareggi e 4 sconfitte. La squadra di Pulga e Lopez ha visto la Juve e ha ritrovato l’antica grinta, nonostante l’assenza dello squalificato Conti. Nainggolan è stato il migliore in campo, Pinilla una vera spina nel fianco, Astori un pilastro della difesa, sino a quando non ha commesso un fallo ingenuo su Giovinco e, già ammonito, è stato espulso assieme al suo allenatore Pulga.

Poco prima, Damato e Orsato non avevano visto un evidente rigore su Asamoah, spinto da Nainggolan mentre stava segnando il gol del pareggio. Invece, il pallone è finito fuori, l’assemblea di condominio convocata da Braschi ne ha combinata un’altra delle sue. Il disastro di questi arbitri è senza fine e pensare che manca ancora un turno al giro di boa.

Che per la Juve questa rischiasse di essere davvero una serata no lo si è capito quando, a 18 minuti dalla fine, Giovinco si è procurato il rigore che Vidal ha calciato alto. Sinora, in campionato i bianconeri hanno fallito tre dei sei tiri dal dischetto loro accordati: una percentuale inquietante dato il rango della capolista.

Ci ha pensato Matri a scacciare le streghe, con la complicità di Agazzi, cui è stato fatale il primo errore della partita. Il Grande Ex, l’ultimo degli attaccanti nella gerarchia di Conte, ha tolto la Juve dai pasticci, insieme con Padoin, subentrato a Caceres e imprendibile lungo la fascia.

L’assedio alla porta del Cagliari è stato continuo, ma sterile, nonostante le urla di Conte che, se avesse pouto sarebbe sceso in campo. Magari per rimpiazzare l’irriconoscibile Vidal. Irriducibile, il Cagliari ha retto l’assalto bianconero, mostrando sempre coraggio: tanto che, quando è uscito Pinilla, è entrato Nenè. Ma in agguato c’erano Matri, che ha colpito una seconda volta, su tocco di mano ravvicinato di Vidal che ha scatenato le proteste dei sardi e Vucinic, il quale ha letteralmente scippato il tris a Giovinco, apponendo la propria firma sulla seconda rete in due partite..

Morale: qualche volta, la Juve può distrarsi. Il guaio, per gli avversari è che questa squadra non muore mai.

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