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Centro diurno, Apl attacca Asl

«Ci sono vicende che misurano la civiltà di una comunità. E quanto sta accadendo sulla vicenda dei [url”sigilli posti dai Nas al Centro Diurno Psichiatrico“]http://ilcapoluogo.globalist.it/Detail_News_Display?ID=44871&typeb=0&21-12-2012–Centro-psichiatrico-no-opzione-Bagno[/url] a Collemaggio è davvero umiliante: per gli utenti, gli operatori del servizio e per la tutta la città. Tutto questo ha come unica responsabile la direzione della Asl, dimostratasi incapace e negligente». Questo si legge in una nota di Appello per L’Aquila.

«Ora Giancarlo Silveri, da due anni alla direzione dell’azienda sanitaria, indica come rimedio dell’ultimo momento una palazzina a Bagno non affatto idonea perché ghettizzante, in quanto, come sostenuto dall’associazione 180amici che si occupa di salute mentale, riproduce l’isolamento tipico di una struttura manicomiale, essendo lontana da qualsiasi contesto sociale e urbanizzato, con gravi difficoltà per la mobilità in autonomia e per la socializzazione degli utenti».

«In questa situazione d’emergenza il sindaco Massimo Cialente, che è anche massima autorità sanitaria locale, si prenda la responsabilità di mettere immediatamente e temporaneamente a disposizione del Centro Diurno Psichiatrico gli stabili che il Comune possiede, come quelli centrali di via XX Settembre, con un comodato d’uso».

«Non possiamo assolutamente fidarci – continua la nota – infatti della ‘temporaneità’ della soluzione di Bagno, visti i precedenti di Silveri che proclama cronoprogrammi puntualmente smentiti, come quello per i lavori del Delta Chirurgico del San Salvatore. Data la criticità della situazione vorremmo inoltre diventasse di pubblico dominio cosa si sono detti il manager Silveri e il sindaco Cialente nell’incontro che si è tenuto venerdì 21 dicembre».

«La gestione Silveri si sta dimostrando la peggior direzione sanitaria possibile. Se i soldi dell’assicurazione per il terremoto fossero stati spesi come dovuto e non inseriti nel piano di risanamento del debito aziendale, ora non saremmo in questa situazione e le tante strutture costrette ancora nella latta dei container, sarebbero dentro mura dignitose».

«Ci troviamo invece con Collemaggio lasciata totalmente all’abbandono in vista di probabili vendite che contro la legge (che vincola gli eventuali proventi delle vendite degli ex ospedali psichiatrici alla salute mentale) vorrebbero rimpinguare sempre il bilancio dell’azienda. Così pur di non riparare l’esistente si spendono mensilmente migliaia di euro per l’affitto dei container presenti nell’area dell’ex-manicomio e 18mila, sempre mensili, per gli uffici direzionali».

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