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Avezzano, Micron: bandiera bianca

I lavoratori della Micron di Avezzno sono esasperati e sventolano bandiera bianca. “Micron sventola bandiera bianca”: questo è infatti lo striscione di protesta che i lavoratori della multinazionale hanno esposto poco prima del concerto di Franco Battiato, il quale si è esibito giovedì scorso.

Il riferimento al cantautore è chiaro: gli operai non hanno alcuna voglia di festeggaire, di fronte ai 700 esuberi prospettati dalla Micron.

La Provincia nei giorni scorsi ha convocato una rappresentanza di sindacati per buttare giù una risoluzione da presentare nel consiglio provinciale straordinario che dovrebbe tenersi a giorni.

L’obiettivo degli amministratori provinciali è infatti quello di presentare la risoluzione in consiglio facendola firmare dai consigli comunali di tutta la Marsica, ma anche dell’aquilano e della Valle Peligna. Confidando probabilmente nel motto: “l’unione fa la forza”.

RSU PROPONGONO SCIOPERO GENERALE DELLA MARSICA – Le rappresentanze sindacali unitarie della Micron di Avezzano, al fine di “sostenere una vertenza vitale per l’economia di un intero territorio”, propongono di proclamare lo sciopero generale della Marsica con una grande manifestazione a sostegno del rilancio del tessuto industriale ed economico dell’area.

«La grave crisi economica che coinvolge la provincia dell’Aquila – affermano le rsu in un documento approvato all’unanimità dall’assemblea – sta determinando un intenso processo di deindustrializzazione, con gravi e negativi effetti sociali ed economici. In questo contesto è impensabile accettare passivamente la perdita della Micron, prima grande impresa dell’Aquilano e parte fondamentale del sistema economico abruzzese».

Ricordando che la «Micron ha annunciato la necessità di un processo di riorganizzazione dichiarando 700 esuberi e un percorso industriale pieno di dubbi e incertezze», le rsu sostengono che sia necessario «modificare l’impostazione iniziale del tavolo di crisi nella direzione mirata a preservare i 1.623 dipendenti attualmente occupati, rilanciando proposte industriali e occupazionali valide e sostenibili».

«Questa modifica della trattativa – evidenziano – deve prevedere l’apertura di un tavolo istituzionale, con l’impegno diretto del Ministero dello Sviluppo economico e del Governo. Tutto ciò non può prescindere dal coinvolgere la Corporation chiedendo che sia garante dei punti illustrati, attraverso investimenti mirati a garantire soluzioni industriali ed occupazionali durevoli nel tempo».

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